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Appunti di viaggi...

Questi appunti di viaggio sono solo delle esperienze personali  che possono essere prese come spunto per i vostri viaggi.  
I punti sosta possono aver subito cambiamenti nel corso degli anni. Quindi vi suggeriamo prima di partire, di verificare quanto scritto nei nostri appunti.... 

La Sicilia Orientale da Messina a Portopalo 

di Giuseppe D'Urso

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Arrivati a Messina, tappa obbligatoria per chi visita la Sicilia è Taormina,  dove si trova l’Anfiteatro Greco ed altre meraviglie. La scelta della sosta è piuttosto varia: si può scegliere tra il mare ed il parcheggio direttamente ai piedi di Taormina con risalita in funivia, o al mare presso uno dei campeggi della costa tra Letojanni e Roccalumera, io consiglio Euro Camping Marmaruca via Leto 8, Letojanni – 98037 al centro del paese con possibilità di visitare Taormina e diversi luoghi nei dintorni, con bus di linea. A Roccalumera c’è il Park Jonio un’area di sosta un po’ lontano dal mare ma che merita una visita giusto per apprezzare il Parco letterario di Salvatore Quasimodo.
Scendendo verso Catania in zona Giardini Naxos dirigetevi verso Francavilla di Sicilia per visitare “le Gole dell’Alcantara”, molto suggestive.  Si può sostare nelle vicinanze presso il posteggio delle gole, o in sosta libera a 200mt dalle gole,  dopo il supermercato Sigma ci sono due parcheggi sulla destra: uno è quello della guardia medica, l'altro è gratuito.
Altra tappa obbligatoria è l’Etna, suddivisa in versanti, io vi consiglio il lato di Nicolosi in quanto più suggestivo per le ultime colate laviche, per la sosta consiglio il parcheggio del Rifugio Sapienza. Come arrivare: dalla A18 all’uscita Gravina di Catania, dirigetevi verso Nicolosi-Etna e proseguite fino al Rifugio Sapienza vi accompagnerà un paesaggio lunare.
Una visita merita il centro storico di Catania, famosa per il barocco arabeggiante caratterizzato dai colori bianco ed il nero della pietra vulcanica.  Per visitare il centro c’è un trenino  che porta in giro per le vie della città. La sosta che consiglio è il Piazzale Sanzio al capolinea degli autobus di linea urbana, area comunale, rivolgersi ai vigili o agli addetti dell’azienda AMT che la mettono a disposizione se si è in gruppo è meglio, altrimenti  Piazza G.Verga.
A questo punto ci dirigiamo verso sud in direzione Siracusa, città greca che diede le origini ad Archimede. La città merita una visita accurata per la sua ricchezza di siti archeologici, musei ecc… Per la sosta ci sono diverse soluzioni: io vi consiglio l’area Von Platen in via Augusto Von Platen 38, a pagamento ben segnalato, elettricità, bar, servizi igienici, docce calde, vicino alla fermata del bus per l'isola di Ortigia, vicino alla zona archeologica e al Santuario Madonna delle Lacrime.
Nella nostra visita non può mancare il barocco della Val di Noto che, nel 2002, è stato inserito fra i siti italiani della World Heritage List dell'UNESCO per le sue splendide città tardo barocche. Le otto città barocche del vallo: Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa e Scicli. Esistevano già durante il Medioevo, ma vennero ricostruite, in parte o completamente, dopo il catastrofico terremoto del 1693 seguendo il modello stilistico predominante dell’epoca. L’architettura, la pianificazione urbana e le decorazioni dei palazzi costituiscono il culmine e uno degli ultimi periodi di fioritura del barocco in Europa. 

A Noto il percorso della visita parte dall'asse principale, il Corso Vittorio Emanuele che è scandito da tre piazze, ognuna delle quali ospita una Chiesa. Il corso è aperto dalla monumentale Porta Reale, sormontata da un pellicano, simbolo di abnegazione. Ai lati della porta si trovano una torre, simbolo di forza ed un cane cirneco, simbolo di fedeltà. In piazza dell'Immacolata sorge la Chiesa di San Francesco dell'Immacolata, preceduta da un'imponente scalinata che si apre in alto in una terrazza delimitata dall'omonimo convento e con al centro la statua della Vergine. All'interno sono custodite Palazzo Nicolaciuna Vergine col Bambino in legno dipinto attribuita ad Antonio Monachello (1564). A sinistra della Chiesa, in via S. Francesco d'Assisi, si eleva il bel Monastero dei SS. Salvatore con l'elegante torre dalla facciata curvilinea, antico belvedere. 

La più maestosa delle tre piazze, è piazza del Municipio, delimitata a sinistra da Palazzo Ducezio e a destra dalla sinuosa scalinata della Cattedrale. L'ampia facciata della Cattedrale, scandita da due campanili che la delimitano, lascia intravedere i resti della cupola, purtroppo crollata, con buona parte della navata centrale nel 1996. Accanto alla cattedrale sorgono il Palazzo Vescovile (XIX sec.) e Palazzo Landolina di Sant'Alfano, mentre l'altro lato della piazza è occupato da Palazzo Ducezio, cinto da un porticato classicheggiante, opera di Sinatra. 

Sul lato orientale della piazza sorge la Basilica del SS.Salvatore. Proseguendo lungo Corso Vittorio Emanuele a destra, leggermente in salita, incontriamo Via Nicolaci, chiusa a monte dalla Chiesa di Montevergini. Lungo la strada spicca Palazzo Nicolaci di Villadorata con mensole fantasiose a forma di putti, cavalli, sirene e leoni e figure grottesche tra cui spicca, al centro, un personaggio dalle fattezze tipicamente mediorientali. A metà Maggio, la strada si trasforma in una lunga tela che gli artisti riempiono di pennellate di petali variopinti creando quadri ogni anno diversi.

Tornando indietro in corso Vittorio Emanuele, sulla sinistra si incontra l'imponente complesso della Chiesa e Collegio dei Gesuiti attribuito a Gagliardi. Il bel portale centrale è racchiuso da quattro colonne sovrastate da maschere mostruose. Nella piazza XVI Maggio si trova invece, l'elegante Chiesa di San Domenico il cui interno è ricoperto da stucchi e da marmi policromi. Di fronte sorge l'ottocentesco Teatro Vittorio Emanuele III. Chiesa di San Carlo Borromeo.

Da Corso Vittorio Emanuele, sulla sinistra attraverso Via Ruggero VII è possibile raggiungere la Chiesa del Carmine, caratterizzata da una bella facciata concava tipicamente barocca e da un portale decorato. Parallelamente a Corso Vittorio Emanuele si sviluppa Via Cavour sulla quale sorgono diversi interessanti edifici come Palazzo Astuto con bei balconi dalle ringhiere bombate e Palazzo Trigona Cannicarao. 

A 9 km a nord ovest dalla città si trova invece,  l'Eremo di San Corrado fuori le Mura, dove è possibile visitare la grotta in cui visse il santo nel XIV secolo. Proseguendo si incontra il Santuario di S. Maria della Scala dove alle spalle del fonte battesimale, si trova un bell'arco in stile arabo normanno. Spingendosi ancora più avanti si trovano ancora i resti della vecchia Noto prima del terremoto del 1693. Attraverso la Porta Aurea ci si addentra fra le stradine antiche in un suggestivo percorso segnato da pochi ruderi che sbucano tra gli arbusti. Sosta consigliata su via tommaso Fazzello grande parcheggio con bus navetta.
Dirigiamoci verso il mare tra Marzamemi e l’isola delle Correnti, qui abbiamo l’imbarazzo della scelta ma prima di arrivare incontriamo Pachino, famosa per le cantine dove si può gustare il Nero d’Avola, il Cerasuolo di vittoria, moscato, zibibbo ed altri vini ancora…
A Marzamemi c’è una tonnara dove si trovano prodotti tipici come la Bottarga ed altro ancora, per la sosta dietro al porto o sulle spiagge vicine dove non ci sono dei divieti specifici e al molo del porto nuovo di Marzamemi.
Sosta a Portopalo vicino al porto, la sosta è tollerata, oppure prima di arrivare al paese c’è un’area di sosta sulla sinistra poco segnalata, il posto più bello è l’isola delle correnti c’è un campeggio con poca ombra ma con una bella spiaggia, li dove il mar Mediterraneo e lo Jonio si incontrano.


Da Portopalo ad Agrigento 

di Giuseppe D'Urso

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Proseguiamo il giro della Sicilia passando da altre province Siciliane.
Lasciato Portopalo ci dirigiamo verso Pozzallo (RG) dove c’è un bel mare con spiaggia sabbiosa e bianca. Per la sosta si può parcheggiare lungo la strada che va da Pozzallo a S. Maria dove si trovano diverse rientranze che si affacciano sul mare, o andare presso delle aree di sosta. Ci sono due aree: una è 'Il Giardino di Epicuro', tel. 0932 956862 - 339 7193466 al km 1 della provinciale che da Pozzallo porta a S. Maria (sul mare), sulla spiaggia, alberato. L’altra è vicino al porto, situata in una stradina non asfaltata che è il prolungamento della strada che conduce al porto Tel. 338 9915019, ottima per lasciare il camper ed effettuare un tour giornaliero, spiaggia scogliosa; a circa 100 m a destra, uscendo dall'Area, c'è sabbia.
Da Pozzallo ci portiamo alla volta di Modica la città Barocca detta anche delle 100 chiese, interessante il centro storico, non può mancare la degustazione della famosa cioccolata di Modica. La sosta presso il capolinea dei pullman o chiedere ai vigili che sono molto disponibili.
Da Modica andiamo a Ragusa per vedere Ragusa Ibla (centro storico Ragusano) dove si possono gustare formaggi tipici ed altro ancora, per la sosta nel piazzale sotto Ragusa Ibla, c’è un parcheggio per autobus e auto, illuminato e tranquillo.
Da Ragusa direttamente ad Agrigento la tappa è un po’ più lunga e si può ammirare la valle dei templi già dalla statale, la sosta nel parcheggio antistante l'ingresso (superiore) della Valle dei Templi, custodito dalle 8 alle 19, a pagamento e consentita anche la sosta notturna, ma se si riesce a completare la visita di mattina consiglio di scendere a Realmonte a Capo Rossello dove il mare vi aspetta per un tuffo rinfrescante e con una passeggiata sulla spiaggia si arriva presso la scala dei turchi, una costiera a gradoni da ammirare per la sua bellezza naturale. Per la sosta area attrezzata 'Zanzibar’ a Capo Rossello, sul mare, elettricità, servizi igienici e docce, 100 posti su ghiaia, bar-ristorante, bus a pagamento per la Valle dei Templi, tel. 0922 814332.

Da Agrigento a Marsala, Trapani, S. Vito Lo Capo, Scopello, Palermo, Cefalù, Santo Stefano di Camastra , Gioiosa Marea, Milazzo

di Giuseppe D'Urso

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Da Capo Rossello andiamo a visitare gli scavi di Eraclea Minoa. Sosta d’avanti agli scavi, poi proseguiamo verso Porto Palo di Menfi dove potrete tranquillamente sostare al porticciolo. Da qui ci spostiamo verso Mazzara del Vallo per ammirare il centro storico e comprare dell’ottimo pesce al mercato ittico. Sosta al porto di Mazzara.
Proseguiamo verso Marsala dove oltre la famosa Marsala all’uovo, si può ammirare il centro storico, le saline e i mulini a vento, situati appena fuori Marsala lungo la strada litoranea in direzione di Trapani che attraversano la laguna dello Stagnone, Il museo fenicio sull'isola di Mozia ecc… Per visitare le cantine dove si produce il marsala ci si può rivolgere alle "Cantine Pellegrino".

Da Marsala ci spostiamo verso Trapani ed incontriamo le saline che sono situate in c.da Nubia - Paceco (TP) dopo la visita ci trasferiamo a Trapani città posta tra due mari, conosciuta come città del sale e della vela, da vedere il centro storico. Per la sosta non ci sono divieti particolari si può sostare in Piazza Vittorio Emanuele, di fronte all'Hotel Vittorio.
Dopo la visita a Trapani saliamo ad Erice ci sono due possibilità per raggiungere Erice con la funicolare da prendere a Trapani o con il camper. Erice è un borgo antico molto carino merita d’avvero di essere visto. Per la sosta ad Erice in via Porta Spada, c’è il parcheggio camper segnalato a 500 m da Porta Spada. A pagamento con parcometro dalle 8,30 alle 13,30 e dalle 15,30 alle 24 costo 2 € l'ora con navetta gratuita per il centro o in 15 minuti a piedi.
Già da Marsala incontrerete ristoranti e rosticcerie dove si può gustare un ottimo cuscus con il pesce, con verdure o in svariati modi che la cucina Trapanese offre.
Da Erice trasferimento a S. Vito Lo Capo dove un mare azzurro intenso ci attende per un bagno rinfrescante e tonificante. Diverse soluzioni di sosta: campeggi, aree attrezzate, e in libera. Per i campeggi vi segnalo Camping La Pineta. Per la sosta in libera lontana dal centro, nella piana di Macari, tra Castelluzzo e San Vito Lo Capo, accesso dalla SP 16 noterete altri camper in sosta.

Da S. Vito lo Capo ci dirigiamo a Scopello sostando presso l’azienda agricola 'Plaia'. Per ogni ulteriore informazione circa costi contattare i n. 339/5088166 – 339/4356425 – 328/4428721; oppure n. 0923/551277. Si trova in posizione panoramica su una collinetta, piuttosto lontano dal mare. Servizio navetta per la riserva dello zingaro.
Inoltre lungo tutto il golfo di Castellammare (da visitare),  vi sono vari parcheggi lungo la costa che invitano ad un salubre bagno o a prelibati pranzetti a base di pesce. Tutto il golfo merita non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Palermo consiglio di visitare il centro storico dove gli stili architettonici si sono sovrapposti, strade e vicoli conservano ancora le tracce dei popoli che l’hanno dominata. Non dimenticate di gustare i famosi dolci di ricotta il pane e  panelle e tante prelibatezze palermitane.
Gli itinerari possibili sono tanti: quello archeologico, quello arabo-normanno, quello barocco, quello del liberty, consiglio in oltre una visita al mercato di Vucciria (vicino al porto) dove si trovano le più svariate spezie orientali abbinate agli aromi tipici Siciliani (scuola di vita del grande Federico II ).
La Sosta presso l’area 'Green Park', via Quarto dei Mille 11b, a pagamento, vicino a Palazzo Reale e Cattedrale, a 300 mt da piazza Indipendenza, tel. 091 6515010.
Assolutamente da non perdere il Duomo di Monreale per l’influenza araba. Per arrivarci consiglio i mezzi pubblici per non restare imbottigliati nel traffico o nella ricerca di posteggi.

Da Palermo ci dirigiamo a Cefalù, cittadina sul mare un po’ caotica ma ricca anch’essa di bellezze e mare, per la sosta ci sono diversi parcheggi a pagamento sul lungomare, non si può aprire la veranda solo sosta, Cefalù non è molto ospitale ai camper ma un giretto si può fare.
Da Cefalù ci spostiamo a Santo Stefano di Camastra paesino famoso per la porcellana. Per la sosta vicino l'Istituto d'Arte e della Chiesa Calvario. Arrivando da Palermo prima strada a sinistra, finita la salita prima di entrare in paese, a fianco del supermercato. C’è anche a sud del paese, sul mare, su terra battuta, ampio parcheggio. Conviene fare una visita diurna e poi spostarsi verso Gioiosa Marea a Capo Calavà, una spiaggia di sabbia e ghiaia dorata vi attendono per rilassarvi e fare un bel giro in gommone. La costa è ricca di calette accessibili solo dal mare. Per la sosta  vi consiglio il campeggio "Il Tirreno" a Capo Calavà -Gioiosa Marea Tel. 0941/301028.
Da Gioiosa Marea ci trasferiamo a Marinello sotto i laghetti di Tindari. Laghetti spettacolari di acqua salata. Per la sosta area attrezzata 'Azimut', in corso Cristoforo Colombo, loc. Marinello vicino al mare, non è il massimo, in alternativa 2 campeggi nelle vicinanze. Se si vuol visitare il Santuario della Madonna nera di Tindari, da Marinello salire per il santuario, c’è possibilità di sosta nel parcheggio del santuario, poco prima indicazioni in loco.
Da Marinello verso Milazzo sulla costa di ponente da Milazzo verso Palermo incontriamo diverse spiagge libere e mare verde smeraldo con possibilità di sosta e docce sulla spiaggia.
Vi auguro un buon viaggio alla scoperta di questa meravigliosa terra...

Questi appunti di viaggio sono solo delle esperienze personali  che possono essere prese come spunto per i vostri viaggi.  
I punti sosta possono aver subito cambiamenti nel corso degli anni. Quindi vi suggeriamo prima di partire, di verificare quanto scritto nei nostri appunti.... 

Isola di Lampedusa

di Gioacchino Guddo 

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Guida alle spiagge più belle dell'isola, e itinerari alla scoperta dei luoghi

meno noti ma affascinanti e misteriosi, pieni di insospettabile bellezza.

Lo Scirocco e le spiagge

Questo è il vento più fastidioso per l’isola di Lampedusa, un vecchio detto dice:”scirocco:minimo tre giorni massimo 30 giorni”. Per riconoscere questo vento basta guardare i piccoli gozzi in legno

ancorati al centro del Porto Nuovo: se la loro prua è rivolta verso l'imboccatura del porto vuol direhe c'è scirocco!!!

Con questo vento quasi tutte le spiagge del lato sud dell’isola perdono la loro limpidezza, la loro naturale trasparenza ed ogni tanto si vede galleggiare in superficie qualche sacchetto di plastica trascinato a riva dalla corrente del mare.

Chi conosce Lampedusa sa perfettamente che non si tratta di mare sporco ma meglio organizzarsi per “vivere l’isola” in maniera differente anche quando questo vento imperversa sull’isola.

Completamente refrattaria allo scirocco è la piccola spiaggia di Cala Pisana dove sono presenti i dissalatori dell’isola; a questo proposito desideriamo informare gli ospiti dell’isola che in prossimità della spiaggia vi sono due scarichi in mare, si tratta di acqua utilizzata dai dissalatori che la estraggono per renderla potabile , quindi è solo acqua un po’ più salata del normale MA SEMPRE ACQUA PULITA e nient’altro.

Cala Pisana è il luogo balneare preferito dai locali è molto vicino al centro urbano e resiste benissimo al vento di scirocco.

Altra spiaggia che resiste al vento di scirocco è la spiaggia dell’isola dei conigli coperta dall’isolotto e dalla NUOVA spiaggia (nata quest’anno) che collega l’Isola all’isolotto dei conigli; per ultimo Cala Croce che resiste parzialmente per la particolare forma della baia che la protegge dal vento.

Il vento di scirocco disturba solo il lato Sud dell'isola quindi può essere un'ottima soluzione noleggiare una barca per raggiungere il lato nord, pochi minuti di navigazione per raggiungere Capo Grecale, una volta usciti dal porto, e scoprire la CALMA PIATTA del lato nord, infatti, quando c'è questo vento nel lato nord dell'isola c'è calma piatta, si può fare il bagno o visitare tutte le grotte della costa nord e intanto navigare verso Capo Ponente per rientrare, costeggiando verso est ,nel

porto.

Spiagge "Alternative"

Cala Pisana si raggiunge dal centro (guarda la mappa)percorrendo la strada dell’aeroporto e svoltando a sinistra nell’ultima traversa, si segue la strada, fino a giungere su una banchina in cemento e sul fondo

dell’insenatura appare una minuscola spiaggia di circa 10 metri ed un bellissimo mare. Nota: (i due scarichi presenti sono acqua salata proveniente dai due dissalatori dell’isola).

Cala Uccello  si percorre la stessa strada per giungere a Cala Pisana ma si svolta a destra, su un sentiero in terra battuta, pochi metri prima di giungere nella banchina di cala pisana percorrendo questo sentiero (meglio in scooter o fuoristrada) si giunge dopo poche centinaia di metri su una scoscesa da dove si intravede la testata pista dell’aeroporto e una piccola spiaggia nascosta tra le alghe del mare. Cala Uccello non è una spiaggia eccellente ma è una buona alternativa a chi desidera non frequentare spiagge particolarmente affollate.

Cala Maluk è un’ampia insenatura nella parte est dell’isola qualche volta sono presenti tre spiagge (tutte minuscole) noi segnaleremo la più grande di queste, si raggiunge percorrendo la strada che porta a Cala francese quindi appena imboccata la svolta a sinistra, sulla strada che porta all’imbarcadero, affrontata la piccola salita costeggiamo il fondo pista lato sud, e svoltiamo a sinistra per imboccare il rettilineo, ci fermiamo immediatamente dopo la curva e guardiamo verso il basso

ecco la piccola baia di Cala Maluk con la sua spiaggia; Nota: Consigliabile solo con tramontana e MAI con scirocco.

Cala Greca percorrendo la strada che giunge a Capo Ponente, una volta superato il santuario in onore di Maria S.S. di Porto Salvo incontriamo una piccola salita che ci immette in un rettilineo sulla sinistra a 200 metri dall’inizio del rettilineo si scorge il Camping la Roccia, dovremo

attraversarlo (La spiaggia e pubblica) e percorrerlo interamente prima di giungere a Cala Greca, costeggiando una fitta boscaglia di acacie all’interno del Camping, prima di giungere ad una piccolissima spiaggia di sabbia bianca e mare cristallino (questa è una spiaggia libera come tutte le altre spiagge dell’isola di Lampedusa).

Cala Galera (N35°30.528 – E012°34.729’): per raggiungere questa spiaggia si percorre sempre la strada che porta a Capo Ponente e una volta superato il camping La Roccia (nel lato del mare) si percorrono circa 700 mt. Prima di giungere ad un piccolo agglomerato di dammusi (sul lato opposto a quello del mare) fermatevi e guardate il lato del mare per ammirare lo spettacolo dei valloni che ospitano Cala Galera, è necessario individuare l’ingresso al piccolo sentiero che si snoda serpentino all’interno delle orribili costruzioni prima di giungere sul culmine del vallone sulla cui foce nasce Cala galera, è meglio raggiungere questa baia con uno scooter a causa del sentiero sconnesso, anche la discesa verso la spiaggia è difficoltosa, meglio armarsi di zaini e scarpe antiscivolo (non per niente si chiama Cala Galera), la spiaggia è grigia ed alle spalle di questa piccole grotte e muri a secco disseminati tra la vegetazione di gelsi e fichi, qua e là pozzi abbandonati di acqua sorgente e qualche antica costruzione militare; è bellissimo andare a curiosare nell’interno del vallone tra le antiche costruzioni e i muri a secco dopo aver fatto il bagno in mare. L'acqua disseminata da rocce ed alghe ma bassissimo fondale per decine di metri dalla riva, con la maschera si incontrano spesso polpi o pesci curiosi con cui giocare e si può trascorrere un’intera giornata con tutta la famiglia Nota: Se ci sono bambini è meglio optare per la gita in barca la discesa a la risalita sono pericolose e complicate anche per gli adulti, è una spiaggia completamente ignorata dai turisti e dai locali, ma

io trovo che sia incantevole ed affascinate.

Mare Morto (35°30.843'N 012°37.378'E): dovrete imboccare Via Grecale fino a quando la strada in asfalto non finisce.Troverete dei bidoni della spazzatura alla vostra destra (L'Amministrazione non mette i segnali... ecco I SEGNALI) prendete la strada sterrata più lontana dal muro bianco e seguitela fino a quando finisce:siete a Mare Morto...mi sono offerto di scrivere le indicazioni delle spiagge su rettangoli di legno al Sindaco (5/8/2003)...ma sembra che arriveranno (forse placati in oro) ... intanto decine di turisti cercano INVANO questa baia.Si chiama Mare Morto perchè il mare è sempre calmo, conviene visitarla, "nasconde" una grotta incantevole.

Cala Francese (N35° 29,819’ – E012° 37.464’), è necessario individuare l’imbarcadero (guarda la mappa) del porto e girare a sinistra nell’ultima traversa prima della banchina si percorre un rettilineo prima di giungere nei pressi del radar (alla sinistra della strada) e successivamente ad un bivio, prenderemo la svolta a sinistra e costeggeremo ancora l’aeroporto per circa 300 metri fino a

raggiungere un piccolo avvallamento da cui ,guardando a destra, scorgeremo la spiaggia; si tratta di una spiaggia con sabbia di colore non bianca (solo due spiagge hanno questo colore Cala Pisana e

Cala Francese) è un’ottima spiaggia ,quasi sempre poco frequentata che, a causa dei numerosi scogli affioranti, offre al visitatore (munito di maschera e boccaglio) un’eccellente punto di escursione tra gli anfratti rocciosi dove trovano riparo alcune forme di molluschi, è ottima per le

famiglie con bambini ed è poco affollata quasi sempre.

La Guitgia (N°35° 29.874 – E012° 35.914): la più famosa (guarda la mappa),con più servizi, più vicina agli alberghi insomma quasi tutti gli ospiti dell’isola la vedono già DALL’AEREO, è bellissima e affollatissima da Aprile a Ottobre e sconsigliabile quando imperversa lo scirocco e si

raggiunge anche con i mezzi pubblici che partono da P/zza Comm. Brignone verso le spiagge dell’isola.

Cala Croce (N35° 30.070’ – E012° 35.634’) Bellissima insenatura con due spiagge si raggiunge, partendo dalla Guitgia per la strada (unica) che giunge fino a Capo Ponente (su questa strada e in direzione del mare vi sono tutte le uscite per le altre spiagge dell’isola) la seconda traversa che incontriamo con svolta a sinistra (è segnalata da un cartello) è un sentiero in terra battuta ci porta a cala croce; eccellente la spiaggia e il mare (anche con scirocco) ottimo servizio ristoro,lettighe e

ombrelloni ma è quasi sempre affollata.

Cala Madonna (N35° 30.179 – E012° 35,464’) e Porto N’Tone                (N 35°30.121’ – E012° 35.496’) le due spiagge si raggiungono alla successiva svolta a sinistra, dopo quella di Cala Croce, ed attraverso una strada in cemento, si raggiunge una deviazione (a circa 200 metri dallo svincolo) quella a destra porta a Cala Madonna, quella a sinistra verso Porto N’Tone, quest’ultima è identica a Cala Croce ma è molto piccola circa 10 metri di sabbia bianca e finissima ideale per le famiglie con

bambini il mare è eccellente è da poco attivo un chiosco con servizio bar,noleggio lettighe e ombrelloni, come anche in Cala Madonna a pochi metri di distanza; Cala Madonna ha una sabbia grigia ma il mare è eccellente e i fondali sono bellissimi, alle spalle della spiaggia vi è un bellissimo canneto e il mare offre ottimi punti di osservazione della flora e fauna marina (ovviamente muniti di maschera) è un ottimo punto anche per la pesca da lancio.

Isola dei Conigli (N35° 31.061’ – E012° 33.580’): L’ingresso alla spiaggia si raggiunge, percorrendo sempre la strada di Capo Ponente, è a circa 2 Km da Cala Galera, si giunge ad una rotonda con l’insegna della spiaggia (anticamente si chiamava Rabbit Beach) si parcheggia l’auto o la moto sulla strada in asfalto e si inizia una discesa di 500/900 metri per giungere alla prima piattaforma da dove è possibile scorgere la spiaggia più bella del mediterraneo, da qui si dovrà scendere ancora per altri 300/400 mt prima di giungere a riva; siamo in pieno parco nazionale

gestito da Legambiente questa è una zona protetta dove deposita le uova una specie di testuggine marina denominata “Caretta caretta” siamo all'interno di un meraviglioso scenario, quest’anno sono presenti due spiagge, non esistono parole per descrivere l’incantevole mare,la spiaggia, e la sabbia; qui è tutto speciale anche l’atmosfera, le valli lunari e steppose, anche le piante e alcuni tipi di rettili sono unici nel mediterraneo, l’Isola dei conigli è un patrimonio dell’umanità e tale deve rimanere, tutti noi dovremo rispettare scrupolosamente le norme di Legambiente per il rispetto di questa zona, per la sua conservazione.

Cala Pulcino:Meglio raggiungere in questa spiaggia dal mare, si trova nel lato sud dell’isola poco dopo l’isola dei conigli, è bellissima e di sabbia bianca, vi sono grotte ed è bellissimo curiosare all’interno del vallone che la ospita; è molto simile a Isola dei Conigli ed il mare è di un turchese brillante.E ’ l’ultima spiaggia dell’isola da qui in avanti ci sono grandi falesie con colori bellissimi, e grotte incantevoli…ma questa è un’altra storia.

Roma

di Gioacchino Guddo 

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Primo giorno 
Mattina 

Roma città millenaria offre ad ogni angolo preziose testimonianze del suo passato e regala magiche atmosfere come quelle lungo il Tevere che la attraversa, sulle cui sponde, o in prossimità di queste, sorgono alcuni dei monumenti più rappresentativi. Partiamo da Castel Sant'Angelo, mausoleo, fortezza e residenza papale, simbolo delle diverse epoche storiche attraversate dalla città. Per raggiungere il monumentale edificio attraversiamo il Ponte Sant'Angelo, uno dei più famosi di Roma, e volgiamo lo sguardo sul Tevere per ammirare la bella vista sul fiume con i ponti che si susseguono e la cupola di San Pietro. Da qui pochi passi ci separano dal solenne ingresso di via della Conciliazione che conduce a piazza San Pietro: la veduta è scenografica grazie all'estro di Bernini che concepì la piazza come uno spazio avvolgente, predisposto per accogliere con le sue due braccia porticate i fedeli di tutto il mondo. Davanti a noi splende con i suoi marmi bianchi la Basilica di San Pietro, la chiesa più grande del mondo con l'imponente cupola, meraviglia michelangiolesca. Entriamo per visitarla e ammirare da vicino la bellissima Pietà di Michelangelo. Accanto a San Pietro sorgono i Musei Vaticani, uno dei musei più famosi del mondo per le numerose testimonianze del passato della città, per le preziose opere d'arte e soprattutto per la magnifica Cappella Sistina, voluta da papa Sisto IV, da cui prende il nome, e che porta la firma di Michelangelo nei preziosi dipinti fra cui il celebre Giudizio Universale realizzato dell'insigne maestro. All'interno del museo si conservano inoltre le preziose Stanze di Raffaello e l'Appartamento Borgia, affrescato da Pinturicchio. Lasciamo Città del Vaticano e dirigiamoci verso il Ponte Vittorio Emanuele IIda cui raggiungeremo Piazza Navona. Da corso Vittorio Emanuele II svoltiamo quindi in via Sora e procedendo sempre dritto raggiungiamo via della Pace per ammirare la Chiesa di Santa Maria della Pace, dalla bellissima facciata barocca realizzata da Pietro Cortona. Questo quartiere di matrice rinascimentale si lascia ammirare per i bei palazzi e i numerosi negozi di antiquariato, per cui la zona è nota. La sera i bar e i ristoranti si animano di gente e l'atmosfera è piuttosto vivace. 

 

Pomeriggio

Da via di Tor Millina arriviamo a Piazza Navona d'impianto barocco, molto scenografica. In questo stesso spazio, frutto di una serie di sovrapposizioni edilizie, sorgeva lo stadio di Domiziano, di cui la piazza mantiene la forma. In passato il fondo concavo veniva allagato e vi si svolgevano battaglie navali fra nobili, da questa usanza deriverebbe il suo nome. Possiamo ammirare al centro e ai lati le tre fontane, la Fontana dei Fiumi con l'obelisco, la Fontana del Moro e la Fontana di Nettuno, nella cui realizzazione intervenne Bernini, mentre sul lato ovest della piazza possiamo notare la Chiesa di Santa Agnese in Agone, uno dei capolavori romani in stile barocco, e adiacente ad essa il Palazzo Pamphilj, dalla stupendo salone affrescato da Pietro da Cortona. Usciamo dal lato nord della piazza per visitare Palazzo Altemps, una delle sedi del Museo Nazionale Romano, dove si conservano preziose testimonianze di arte antica della collezione Ludovisi. Lasciamo il palazzo e dirigiamoci verso via del Risorgimento per ammirare Palazzo Madama, sede del Senato. A pochi passi da qui in piazza San Pantaleo si trova Palazzo Braschi, sede del Museo di Roma, un'ampia e varia raccolta di sculture, quadri, affreschi, mobili e ceramiche, che va dal Medioevo all'Ottocento. Per una sosta piacevole, in piazza Pasquino, si può andare al Cul de Sac, una delle enoteche storiche di Roma. Percorriamo quel che resta di corso Vittorio Emanuele II in direzione di largo Argentina dove si apre l'Area archeologica dell'Argentina, e su cui si affaccia il celebre Teatro Argentina. Durante il tragitto notiamo un palazzo colonnato, si tratta di Palazzo Massimo alle Colonne. Da via dei Cestari si arriva a piazza della Minerva dove si può ammirare la chiesa di Santa Maria sopra Minerva, eretta sul luogo dove sorgeva un tempio dedicato alla dea. Di fronte alla chiesa si staglia il celebre obelisco della Minerva, sorretto da un elefante, opera del Bernini. Più avanti si apre la preziosa piazza della Rotonda con l'omonima fontana, su cui fu posto un piccolo obelisco. La piazza è famosa perché vi sorge il Pantheon, uno dei monumenti più interessanti dell'architettura romana, dalla magnifica cupola, e in cui sono custodite le tombe dei re d'Italia. 

 

Sera

A cena se si cerca un luogo un po' esclusivo si può scegliere di trascorrere la serata nell'elegante piazza Farnese, dove si trova il ristorante Camponeschi, salotto romano, con ambienti raffinati e cucina creativa. Dopo cena ci si può soffermare a Campo dei Fiori, graziosa piazza su cui si affacciano molti locali, celebre per la statua dedicata a Giordano Bruno, che qui morì sul rogo perché ritenuto eretico, e per il vivace mercatino che si svolge tutti i giorni. 

 

Secondo giorno

 Mattina
Proseguiamo la visita di Roma partendo da piazza del Popolo, il cui stile neoclassico si deve all'intervento di Valadier nel 1824. Al centro della piazza svetta l'0belisco Flaminio, il primo che venne portato a Roma da Augusto e che originariamente fu collocato nel Circo Massimo. Fu poi papa Sisto V che provvide al suo spostamento nel 1589, con l'intervento dell'architetto Fontana. Sulla piazza si affaccia la Chiesa di Santa Maria del Popoloe, sul lato che apre verso via del Corso, le due chiese gemelle. Lasciamo l'enorme piazza e immettiamoci in via Margutta, una delle più caratteristiche di Roma, ricca di gallerie d'arte e negozi di antiquariato. Fra questi vale la pena dare un'occhiata a Maurizio Grossie Fiorentini Mormorano, fra le botteghe più antiche specializzate nella lavorazione di marmi. Proseguiamo e poco più avanti si apre la splendida Piazza di Spagna, che prende il nome dalla presenza della sede diplomatica di Spagna, che come quella di Francia, si trovava qui. Lo spazio ha una forma molto originale, con una strozzatura al centro che la divide in due parti, qui campeggia la Fontana della Barcaccia, opera di Bernini. Nei secoli quest'angolo della capitale è stato sempre molto amato da scrittori, viaggiatori e artisti che vi abitarono, come testimonia la presenza del Museo de Chirico, e la Casa-Museo Keats-Shelley. Davanti alla fontana parte la scalinata di Trinità dei Monti, molto scenografica, che conduce alla chiesa omonima, edificata in cima. Davanti ad essa si staglia l'ennesimo obelisco romano. Dietro si apre il grande giardino del Pincio. Prima di lasciare questa zona soffermiamoci al Caffè Greco, in via Condotti, vera e propria istituzione romana e luogo di ritrovo in passato di artisti e scrittori, che conserva ancora un'originale atmosfera ottocentesca. Da via Condotti raggiungiamo via del Corso e proseguiamo in direzione di Piazza Venezia. A metà circa del Corso incontriamo piazza Colonna, con la famosa Colonna del II secolo che celebra le vittorie dell'imperatore Marco Aurelio sulle popolazioni germaniche. Il palazzo che sorge a destra della piazza è Palazzo Chigi, sede del Governo, e poco più avanti si può scorgere Montecitorio, con l'ampia piazza a forma di conchiglia al centro della quale si eleva un obelisco.

 

Pomeriggio
Riprendiamo il cammino su via del Corso e giriamo a sinistra in via delle Muratte che conduce dritto alla magnifica Fontana di Trevi. Si tratta sicuramente della fontana più famosa e spettacolare, resa ancora più celebre dal film di Fellini, 'La dolce vita', in cui vi è girata una delle scene che ha fatto la storia del cinema. Da via San Vincenzo e poi via della Dataria saliamo verso la scalinata che conduce a piazza del Quirinale. Da qui si gode una della viste più suggestive della città. Vi sorgono il Palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica, la cui loggia delle benedizioni e il torrione circolare sono opere realizzate dal Bernini, quando l'edificio fu residenza papale. Ogni domenica pomeriggio si svolge alle 16 il solenne cambio della guardia. L'edificio che sorge di fronte sono le Scuderie papali, mentre al centro fra i due è il Palazzo della Consulta. Imbocchiamo quindi via del Quirinale dove si aprono i magnifici giardini del Quirinale. Lungo la via incontriamo prima la Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale, considerato capolavoro architettonico di Bernini, e poi, proseguendo, la Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, opera del Borromini. L'incrocio è caratterizzato dalla presenza di quattro fontaneche raffigurano il Tevere, l'Aniene, Giunone e Diana. Scendiamo lungo via delle Quattro Fontane a destra troviamo la bella Villa Barberini, sede della Galleria Nazionale d'Arte Antica, dove si possono ammirare, fra le altre, celebri opere di Raffaello, Carvaggio, Pietro da Cortona, Guercino, Tiziano, Tintoretto. Arriviamo, quindi, fino a piazza Barberini per ammirare la bella Fontana del Tritone, l'ennesimo capolavoro di Gian Lorenzo Bernini.

 

Sera
Alla ricerca dei sapori della cucina tradizionale romana ci si può fermare a cena Al 34 , ristorante piuttosto rinomato a Roma dove degustare anche degli ottimi vini. La sera, poi, non si deve perdere la vista della città illuminata, immagine molto suggestiva. Si può quindi scegliere di fare una passeggiata sul lungotevere e ammirare Castel Sant'Angelo e il Cupolone o salire al Gianicoloe dalla terrazza godersi il romantico panorama di una delle città più belle del mondo illuminata di notte.

 

Itinerari Sardegna

di Gioacchino Guddo

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Gola di "Su Gorroppu" - Gran Canyon d'Europa

 Nel territorio barbaricino, immerso nel supramonte, circondato da fitti boschi e splendidi oleandri, troviamo la più imponente voragine naturale d'Italia e d'Europa: le Gole di Su Gorroppu chiamate anche Gran Canyon d'Europa. Questo è uno dei simboli più affascinanti e impressionanti dei monti del Gennargentu. Le enormi pareti verticali superano i 400 metri di altezza. La gola è una profonda ferita tra il Supramonte di Orgosolo e quello di Urzulei, una fenditura strettissima scavata nel corso di millenni dalle impetuose acque del Rio Flumineddu; Il fiume prosegue oltre la gola, aprendosi in minuscoli laghetti e uscendo in basso verso la valle di Dorgali dove alimenta diverse sorgenti. Ci si può giungere a piedi, dopo 2 ore di cammino, seguendo un sentiero lungo il rio Flumineddu che porta sino alla gola, in un paesaggio di grande bellezza.
Come arrivare:
Da Dorgali (NU) si raggiunge il limite sud del paese e si imbocca una strada prima asfaltata e poi sterrata che giunge al ponte di "sa Barva" a 13 chilometri da Dorgali, dove si posteggia l'auto ed inizia il sentiero. Il sentiero è facile e comodo ed è caratterizzato da continui saliscendi che costeggiano il rio Flumineddu. Dopo circa 2 ore di passeggio lungo il rio Flumineddu si giunge all'ingresso della Gola dove si possono vedere numerose pozze d'acqua e fresche cascatelle in uno scenario spettacolare. Man mano che ci si addentra nella Gola è consigliabile seguire il sentiero, appena visibile, che costeggia la parete destra: dopo circa 40 minuti di camminata, attraverso enormi massi levigati, si incontreranno dei laghetti che bloccano la gola, superabili solo con apposita attrezzatura. Proseguire sarebbe un'impresa difficile rivolta solo ad esperti, attrezzati con corde, canotti e molta pratica. Non bisogna mai dimenticare che lo stesso tempo dovrà essere impiegato per il rientro al punto di partenza. Lo spettacolo è comunque davvero unico e favoloso. Il periodo consigliato per l'escursione è quello primaverile ed estivo; è doveroso ricordare di evitare un allontanamento dal sentiero.


Le Barbagie

La Barbagia rappresenta la parte più nascosta e più antica della Sardegna. I romani chiamarono barbari le genti di queste parti per la loro irriducibilità e tenacia al dominio dei conquistatori. La vastità dei monti del gennargentu, che occupa tutta la parte centro-orientale dell'isola, insieme alle difficoltà di comunicazione, per le differenze geografiche e culturali ha creato delle divisioni all'interno di questa zona distinta in quattro diverse barbagie: da nord a sud, Barbagia di Ollolai, Mandrolisai, Barbagia di Belvì e Barbagia di Seulo. Il paesaggio è quello dell'alta collina e della montagna sarda, che conservano intatti i pregi naturalistici con boschi di lecci e cime rocciose popolati dai cinghiali, dai mufloni e dai rapaci. La Barbagia è il cuore della tradizione sarda, ha avuto una parte importante nella storia e nella civiltà della Sardegna. Ci sono monumenti di tutte le epoche, dalle domus de janas e dai menhir del neolitico alle tombe dei giganti e ai nuraghi, alle belle chiese gotico-catalane. L'antica civiltà sarda si esprime in riti antichissimi, negli splendidi costumi, nelle feste pagane del carnevale come nelle sagre religiose e in una produzione artigianale che è tra le più vive e raffinate dell'isola.
Partendo da Nuoro in direzione per Cagliari si lascia a destra l'innesto per Macomer per giungere fino a Oniferi. Qui è possibile ammirare le domus de janas, risalenti al neolitico e i numerosi nuraghi.
Proseguendo in salita per Orani si notano le miniere di talco e steatite. Da Sarule parte la via più breve per raggiungere il santuario di Nostra signora di Gonare, luogo di culto frequentato da tutti i barbaricini in occasione della sagra, l'8 settembre.
Proseguendo per Olzai si nota come i lecci e roveri si fanno più fitti con i versanti più ripidi delle colline fino al paesaggio più dolce di Gavoi. La deviazione per Tonara mostra una zona ricca di boschi di castagni e noccioli. Più avanti si passa per i paesi di grandi tradizioni come Sorgono, Atzara, Meana Sardo fino a giungere ad Aritzo, luogo frequentato in tutte le stagioni da chi ama i boschi, il clima e i paesaggi di montagna. Ancora, si sale verso Desulo. Una visita merita il Gennargentu (la cima più alta è di 1834 metri). Più avanti a 1000 metri di altitudine troviamo Fonni, il centro più importante della Barbagia. Questo territorio fu intensamente popolato dai nuragici.
Ancora più avanti arriviamo a Mamoiada con i suoi pascoli e vigneti; il paese è famoso per il suo caratteristico carnevale che attira ogni anno migliaia di persone. Nel momento culminante di questa festa appaiono nelle vie del paese i mamuthones. Vestiti di pelli di pecora, col viso coperto da scure maschere di legno , camminano a balzi facendo risuonare i campanacci che portano al collo, apparizione minacciosa di esseri ambigui, mezzo uomini e mezzo bestie. A esorcizzare e catturare i mamuthones provvedono sos issohadores, che li prendono al laccio con lunghe funi. Proseguendo si arriva a Orgosolo, conosciuta per i suoi murales che ricoprono le pareti di tante case.

 
L'Ogliastra

 Arrivare in Ogliastra è sempre faticoso, occorrono lunghi percorsi stradali con tornanti continui in salita e in discesa. La via del mare, la più logica ma storicamente la meno praticata, sta riprendendo in estate il suo ruolo naturale. Partendo da Cagliari o da Cala Gonone si può arrivare ad Arbatax, con la possibilità di osservare la bellezza sconvolgente di coste che variano per aspetto e colore, dalle rocce di porfido rosso a sud, alle alte scogliere calcaree, interrotte da splendide cale, della parte settentrionale. L'interno di questa regione merita una visita attenta. I motivi di interesse sono soprattutto naturalistici. A pochi chilometri dal mare è un susseguirsi di paesaggi di montagna con verdi boschi e vaste aperture panoramiche.

Il PASSO DI CORRU 'E BOI
Da Nuoro si prende la statale fino a Mamoiada. Attraverso un paesaggio di pascoli e vigneti si prosegue per qualche chilometro sulla strada per Fonni, tenendo poi la sinistra in direzione di Pratobello. Si prosegue salendo sino al passo di Caravai, e si arriva ai 1246 metri dell'Arcu Corru 'e Boi, cioè il "passo del Corno di Bue", l'alto valico tra i monti del Gennargentu e il Supramonte che mette in comunicazione il Nuorese e l'Ogliastra. Da qui inizia la discesa lungo la valle del rio Calaresu. Sulla destra ci sono le vette più alte del massiccio del Gennargentu. Si prosegue in un paesaggio di montagna sino a Villanova Strisaili.

VILLAGRANDE STRISAILI
Una breve deviazione di 4 Km sulla sinistra porta a Villagrande Strisaili. Lungo la strada si attraversa un piccolo altopiano con un bosco di lecci attorno alla chiesetta di Santa Barbara. Qui si possono fare belle passeggiate tra i boschi e sui monti che offrono aperture panoramiche spettacolari.

LANUSEI
Continuando a scendere lungo la valle rimboschita di pini, si arriva a Lanusei. E' un luogo di villeggiatura frequentato da chi ama il verde e la tranquillità delle località di montagna. Il mare è comunque a soli 20 Km. I monti alle spalle della cittadina sono ricoperti da foreste di lecci. Nella vicina valle di Ilbono si possono vedere dei nuraghi ben conservati e alcune domus de janas.

GAIRO
Da Lanusei si risale sino al bivio per Gairo. La strada scende ripida e la vista si apre sui monti dell'Ogliastra, sino alla splendida torre isolata della Perda Liana. Due paesi sono disposti lungo le ripide pendici della valle del rio Pardu, Gairo Sant'Elena e Gairo. Il primo è stato ricostruito a partire dalla metà degli anni Cinquanta per ospitare gli abitanti del paese più a valle, distrutto in parte da una frana causata da piogge torrenziali e dalla distruzione del manto boschivo. Gairo appare come un paese fantasma con le case vuote dagli occhi ciechi per le finestre e le porte mancanti.

SEUI (deviazione)
La strada risale per correre sull'alta costa del versante opposto. A un bivio inizia la lunga deviazione per Seui, che si raggiunge dopo 33 Km. E' un percorso faticoso per i frequenti tornanti, ma decisamente consigliabile a chi ama i paesaggi montani. La presenza umana è rara, ma i paesaggi sono magnifici. Sulla destra appaiono in lontananza i monti del Gennargentu e in primo piano la Perda Liana, una delle cime più suggestive della Sardegna.

ULASSAI
Proseguendo verso Ierzu si passa per Osini, in parte franata e ricostruita come Gairo. Una strada sulla destra consente di inoltrarsi tra i monti e di arrivare ad alcune piccole grotte. A ulassai è possibile fermarsi per visitare la grotta di Su Marmuri, tra le più belle dell'isola con le stalagmiti e le stalatiti filiformi che pendono dalle volte. Molto bello è il territorio che si estende oltre la grotta, con le bianche rocce calcaree che emergono da una vasta foresta.

PERDASDEFOGU (deviazione)
Una deviazione di 25 Km porta a Perdasdefogu, uno dei centri più isolati della Sardegna, che per il vasto entroterra disabitato è stato scelto come sede del Poligono Sperimentale Interforze del salto di Quirra, da cui si effettuano lanci di missili.

IERZU
Ierzu è il centro più importante della valle percorsa dal rio Pardu. La sua fama è legata soprattutto alla produzione di un'ottima qualità di Cannonau, il forte vino da pasto Doc.

TERTENIA (deviazione)
Al valico di Genn'e Crescia l'itinerario si inserisce nella statale Orientale Sarda proseguendo verso Tortolì. Una deviazione di 10 Km porta a Tertenia. Dal paese una strada conduce al mare e a belle località con spiagge e scogliere. Lungo la costa ci sono alcuni interessanti nuraghi.

BARÍ SARDO
Proseguendo nella piana si arriva a Barì Sardo, centro agricolo circondato da orti e vigneti. Dal paese si può raggiungere, su una strada fiancheggiata da nuraghi ben conservati, Torre di Barì. La località prende il nome da una bella torre spagnola eretta su un piccolo promontorio che si stacca da una costa sabbiosa.

TORTOLÍ e ARBATAX
Usciti da Barì Sardo, dopo qualche chilometro si vedono sulla destra della strada alcuni menhir conficati nel suolo, in fila. Tortolì è il centro più impotante dell'Ogliastra. A sud del paese si possono vedere alcune interessanti domus de janas, menhir e due tombe dei giganti. La strada che attraversa il centro di Tortolì prosegue dritta sino ad Arbatax. Arbatax è un grazioso paese sorto attorno alla ben conservata torre spagnola cinquecentesca e al porto.

SANTA MARIA NAVARRESE
Da Tortolì si prosegue sull'Orientale Sarda seguendo l'indicazione per Olbia. Alle porte di Lotzorai si vedono su una piccola altura i ruderi del castello medievale della Medusa, costruito dai giudici di Cagliari a difesa dei confini settentrionali del loro regno. Poco oltre Lotzorai la strada porta a Santa Maria Navarrese. Al centro della bella località mare sorge la chiesetta che le ha dato il nome. La leggenda vuole che sia stata fatta costruire intorno al 1050 dalla figlia di un re di Navarra scampata miracolosamente al naufragio su queste coste. Il fascino del piccolo centro è dovuto al suo essere immerso tra gli olivastri secolari e alla posizione sul mare, al limite tra le spiagge della pianura e gli scogli che precedono l'innalzarsi ripido della costa calcarea. Santa Maria è punto di imbarco per Cala Luna e le altre spiaggette più a nord, accessibili solo dal mare.

BAUNEI
Proseguendo in direzione di Dorgali e Olbia, la strada sale ripida aprendo alla vista un panorama che spazia dall'isola Ogliastra al promontorio di Arbatax, alla valle del rio Pramaera. Baunei è un borgo che possiede un grande e bellissimo territorio comunale esteso sugli altipiani calcarei che dal Supramonte continuano sino al mare. Creste selvagge, canaloni scavati da torrenti che scorrono tra gli oleandri sino alle bellissime cale isolate sul mare, una flora e una fauna antiche fanno di questa una delle regioni più interessanti dell'isola dal punto di vista naturalistico.

URZULEI (deviazione)
L'Orientale Sarda merita di essere percorsa tutta, sino a Dorgali, per la bellezza dei paesaggi di montagna e altopiano. Si propone qui una deviazione che ne percorre un buon tratto, sino al paese di Urzulei e al passo di Genna Silana, a 1017 metri. Sui due lati della strada si susseguono aspre alture rocciose, a sinistra la vista spazia dalle ripide valli al mare. L'intero percorso mozzafiato passa tra i boschi e montagne con frequenti grotte.
Per tornare a Nuoro si ripercorre la statale 125 sino a Tortolì, si prosegue per Lanusei. 

 
Alghero e la Nurra

 Da Alghero alle splendide coste della Nurra - Alghero è una delle più belle cittadine sarde, interessante per i suoi monumenti, il mare, la storia che ne ha fatto un'isola catalana ben integrata nella Sardegna che la ospita. Dopo la visita di Alghero, l'itinerario prosegue nella regione formante un rettangolo sporgente sul mare, la Nurra, una piana scarsamente popolata delimitata dai territori di Porto Torres e Sassari.
Si prosegue la linea della costa, che offre una serie di splendide località: l'insenatura di Porto Conte con le grotte di capo Caccia, le belle spiagge dell'Argentiera, il promontorio di Stintino con la vicina isola dell'Asinara.
Nella zona di Porto Torres si possono vedere gli importanti resti archeologici dell'antica città romana e una tra le più belle chiese romaniche dell'isola. Nella Nurra sono numerose le testimonianze delle civiltà neolitica e nuragica.
Sono poche le cittadine in Sardegna ad affacciarsi direttamente sul mare; nessuna forse lo fa con la stessa grazia di Alghero. Il turismo aveva scoperto la cittadina catalana prima ancora che esistessero la costa smeralda e le altre coste dai vari colori. Già dagli anni sessanta era frequentata dagli inglesi.
C'è uno stretto legame tra Alghero e Barcellona in Spagna. La lingua parlata è un catalano arcaico, usata dagli abitanti, si legge nelle targhe delle vie, la si ascolta nei canti popolari e nelle cerimonie religiose.
Il territorio intorno alla città, l'interno e le coste offrono località di grande bellezza, con le perle di Porto Conte e capo Caccia.
Dopo aver visitato le numerose torri presenti in città, ci si dirige verso Porto Conte nella cui zona si notano a sinistra le deviazioni per le belle spiagge delle Bombarde e del Lazzaretto. A destra vi è l'importante nuraghe Palmavera.
Proseguendo si arriva alla bellissima baia di Porto Conte, un ottimo porto naturale di 6 Km di lunghezza. Più avanti si giunge al promontorio di Capo Caccia ricoperto di macchia mediterranea. Sul mare si levano scogliere mozzafiato che giungono nei punti più ripidi a un'altezza di 300 metri.
La roccia calcarea è percorsa da grotte; la più bella e famosa è la grotta di Nettuno, raggiungibile da Alghero con barconi oppure percorrendo i 656 gradini della Escala del Cabirol, lunga e ripida ma di grande bellezza paesaggistica. La grotta è visitabile.
Rientrati al bivio in fondo alla baia, la strada prosegue dritta per Santa Maria la Palma. Una deviazione merita la Necropoli neolitica di Anghelu Ruiu. I 36 ipogei, scavati tra la metà e la fine del terzo millennio a.C. costituiscono uno dei più importanti complessi a domus de janas dell'isola, le tombe da camerette comunicanti dove venivano deposte le ossa scarnificate dei defunti che la fantasia popolare ha chiamato Case delle Fate.
Proseguendo il viaggio si arriva all'Argentiera dove spiccano le rocce luccicanti venate dai filoni metalliferi. Il filone di piombo, argento e zinco presenti nelle rocce era conosciuto sin dall'antichità e sfruttato anche dai pisani che nel medioevo dettero il nome alla località.
Il percorso prosegue verso nord per Stintino, che conserva ancora i caratteri di un vecchio borgo di pescatori fondato nel 1885. E' uno dei posti ideali per trascorrere le vacanze. Al termine del percorso si apre una favolosa vista verso la grande isola dell'Asinara, di estremo interesse naturalistico e paesaggistico.
Di ritorno si prosegue per Porto Torres, una delle zone più industrializzate del Nord Sardegna; anche qui non mancano comunque le zone archeologiche. La città fu fondata da Giulio Cesare nel 46 a.C. come prima e unica colonia di cittadini romani nell'isola, grazie anche al suo porto commerciale utilizzato per il trasporto di prodotti agricoli verso Ostia e Roma. Porto Torres fu capitale nel medioevo del giudicato del Logudoro dove nell'XI secolo fu costruita la splendida chiesa romanica di San Gavino. Da Porto Torres inizia la statale 131, che porta a Sassari con 20 Km di percorso.

 

Tempio Pausania e la Gallura

 I vasti spazi della Gallura, tra le più grandi sub-regioni dell'isola, consigliano due itinerari distinti della durata di due-tre giorni ciascuno. Accanto a quello che da Olbia risale lungo la costa Smeralda sino ad Arzachena e dall'arcipelago maddalenino, se ne propone un altro che, pur non trascurando le località di mare, si addentra tra i monti e gli altipiani granitici. Si potranno così visitare i centri più importanti della Gallura interna. Il monte Limbara, per altezza il secondo complesso montuoso dell'isola, nella sua selvaggia bellezza riassume ed esalta i caratteri naturali della Gallura. Il lato occidentale della costa gallurese è ugualmente di grande interesse: dalle splendide insenature e dalle rocce grigie di Capo Testa si passa a spiagge sabbiose e alle bellissime rocce rossastre di costa Paradiso e dell'isola Rossa.

TEMPIO PAUSANIA
Tempio si raggiunge facilmente da Sassari con 67 Km di strada scorrevole che evita i centri abitati e con 45 Km da Olbia attraverso un bel paesaggio. Tempio è il centro più importante della Gallura interna. Il Vermentino e il Moscato sono i prodotti pregiati delle vigne dell'altopiano e il carnevale è antico e caratteristico. I monumenti più significativi si concentrano attorno alla piazza Gallura.

MONTE LIMBARA (deviazione)
Si esce da Tempio Pausania verso sud, sulla statale per Oschiri, e dopo 7 Km si devia a sinistra tra i boschi delle prime pendici del Limbara. Il complesso montuoso è coperto da un rimboschimento con pini e abeti e dall'originaria macchia di ginepri ed essenze mediterranee. Dopo pochi chilometri il panorama si apre sull'altopiano dove si scorgono Tempio Pausania, Aggius, e sulla destra Calangianus contro lo sfondo rossastro dei monti Petreddu e Tundu. Dall'alto la vista spazia su gran parte della Sardegna settentrionale.

CALANGIANUS E LURAS (deviazione)
Un percorso tra dolci colline porta da Tempio a Calangianus, sulla strada per Olbia. La cittadina è caratterizzata da un fiorente artigianato che utilizza la corteccia dell'albero caratteristico della Gallura: il sughero. Nel vicino paese di Luras ci sono importanti sepolture neolitiche a dolmen, le tombe costituite da lastre di pietra conficcate nel suolo e ricoperte da un masso piatto.

AGGIUS
Aggius si trova in una bella posizione, riparata dai venti del nord da una corona di splendidi monti granitici. Il paese ha un aspetto molto gradevole, con vie strette lastricate e belle case di granito grigio. Da vedere la parrocchiale del 1700. Un'indicazione a sinistra per la Panoramica consente una breve escursione tra le pendici dei monti che circondano il paese. I boschi e la macchia mediterranea offrono uno spettacolo suggestivo. Da una piana spoglia emergono i massi di granito, disseminati sul terreno come meteoriti piovute dallo spazio.

TRINITA' D'AGULTU e L'ISOLA ROSSA
Proseguendo sulla provinciale si ha modo di osservare l'interno della Gallura, dove si alternano boschi di sughere e campi spogli destinati al pascolo. Si prosegue avendo ormai di fronte il mare e le bellissime rocce porifiche dell'isola Rossa e della costa vicina.

COSTA PARADISO E VIGNOLA
Dal bivio per l'isola Rossa si prende a destra la statale per Santa Teresa di Gallura e si procede tra alti colli ricoperti di macchia e stazzi isolati. Una grossa scritta segnala la deviazione per la costa Paradiso. Appare uno splendido panorama con rocce rosse a stapiombo e emergenti dal mare.

SANTA TERESA GALLURA
Dopo Vignola la strada corre a breve distanza dal mare; di fronte appaiono alte le bellissime rocce di Capo Testa. Santa Teresa è tra le più simpatiche e gradevoli località della Gallura. Non conserva molte tracce della sua storia più antica, ma è certo che sull'istmo di Capo Testa sorgeva la città romana di Tibula, punto terminale di una strada consolare. La protezione offerta alle navi dalle insenature riparte e le cave di granito furono gli elementi che favorirono l'insediamento.

CAPO TESTA
Usciti da Santa Teresa Gallura si sale tra i cespugli della macchia, i massi di granito, gli insediamenti turistici. Il promontorio di Capo Testa è collegato alla Sardegna da un istmo sui lati del quale si aprono le bellissime insenature di Santa Reparata e della Colba. Lungo il promontorio si susseguono le rocce granitiche, lisce o piegate sino ad assumere le forme più fantastiche, e piccole cale sabbiose. Ci si ferma prima del faro e si prosegue a piedi per i sentieri che consentono di accedere ai diversi versanti del promontorio. Sul mare si vedono le cave di granito, aperte dai romani, con grandi blocchi appena tagliati e colonne già smussate, simili a quelle presenti a Roma nel Pantheon e in templi sardi.

LUOGOSANTO
L'itinerario prosegue sulla strada per Palau. Continuando si nota la bella insenatura di Porto Pozzo, il luogo dove secondo la tradizione Ulisse incontrò i Lestrigoni, giganti cannibali pastori di greggi. Ancora avanti si taglia l'interno della Gallura in un bel paesaggio di macchia mediterranea con rocce granitiche sparse. Unico centro importante in un percorso di 60 Km è Luogosanto, su un'altura a 2 Km dalla statale. Luogo abitato dagli eremiti nell'alto medioevo, conserva isolate nel suo territorio chiesette di antica fondazione, e castelli diroccati.

Il ritorno
Proseguendo sulla statale 133 si arriva direttamente a Tempio Pausania.

 
La costa nord orientale

Da Olbia verso l'arcipelago della Maddalena - La parte della gallura bagnata dal mar tirreno ha come suo centro Olbia, punto di approdo per la maggior parte dei visitatori e luogo di primo contatto con la Sardegna.
L'itinerario che viene proposto in questa pagina è in gran parte costiero. Dopo una breve deviazione a sud per vedere l'isola di Tavolara, che con una roccia ripida si leva dal mare sino a 600 metri, si punta verso nord con un percorso che segue l'articolazione complessa della costa.
Lo spettacolo è garantito da un mare limpidissimo, impreziosito dagli scogli granitici dalle forme più varie, lisce e tondeggianti, plasmate dalla natura, oppure frantumate e scavate a creare immagini cui la fantasia popolare ha dato nomi di animali. All'estremo nord l'itinerario termina con le bellissime isole dell'arcipelago maddalenino.
I motivi di interesse prevalenti sono paesaggistici e naturalistici. Immancabili gli importanti monumenti di età neolitica e nuragica; inoltre Olbia conserva tracce significative della sua importanza nel medioevo. La maddalena ha un aspetto urbano di origine settecentesca armonioso e gradevole.
Olbia si trova in fondo a un'insenatura ben protetta, individuata come approdo marittimo sin dall'antichità. Fu fondata con il nome che ha oggi (che significa ricca, felice) in un'epoca non sicura, tra il VI e il IV secolo a.C., non si sa se dai greci o dai fenici. Primo centro conquistato dai romani in Sardegna nel 259 a.C. si sviluppò nei secoli successivi. Per un breve itinerario di visita si prende come riferimento il lungomare attorno al porto. Dalla zona del porto di Olbia si imbocca la strada in direzione di Golfo Aranci. A metà della salita troviamo il tempio a pozzo di Sa Testa; è uno tra i pozzi sacrimeglio conservati, legati al culto delle acque di età nuragica. Di ritorno da Golfo Aranci si segue a destra l'indicazione per la costa smeralda. L'incrocio successivo si devia ancora a destra per Porto Rotondo. E' la prima delle località di grande fama turistico-mondana che incontriamo in questo tratto di costa. Si può percorrere tutto il promontorio sino alla punta della Volpe, avendo così un quadro complessivo del paesaggio di rocce e macchia mediterranea e delle spiaggette con scogli di granito.
Proseguendo verso nord si notano i complessi residenziali immersi nella costa gallurese, ricca di rocce di granito, di verde intenso dei ginepri e dei lentischi, a due passi dal mare dai colori smaglianti da cui affiorano isolotti rocciosi. Questo tratto segna l'inizio del tratto di costa più conosciuto: la costa smeralda. Il centro principale della costa smeralda è l'insenatura di Porto Cervo con alberghi, negozi, piazzette attorno a un grande porto turistico. Oltre Porto cervo si prosegue per le bellissime spiagge sull'arcipelago della Maddalena. La strada percorre verso sud la costa del golfo di Arzachena, lasciando a destra la deviazione per Cannigione. A sinistra si nota il nuraghe Albucciu accanto a una grande roccia.
Dopo qualche chilometro la strada porta alla grande tomba dei giganti di Lu Coddu Vecchiu e al nuraghe Capiclera. Ancora avanti per raggiungere altri notevoli monumenti preistorici: la necropoli di Li Muri, i dolmen, la tomba dei giganti di Li Longhi.
Da Arzachena la strada prosegue per Palau che si raggiunge dopo 15 Km. Al ritorno proseguiamo per un percorso alternativo, per Cannigione. Sul mare belle spiagge e gli insediamenti turistici di Laconia e Isuledda, mentre di fronte appare l'isola di Caprera. Uno di punti più elevati per osservare il favoloso panorama è il promontorio di capo d'Orso; uno splendido esempio di forma fantastica che la natura ha dato col passare dei secoli.
L'itinerario prosegue per Palau con il suo bellissimo porticciolo. Una visita merita l'arcipelago della Maddalena formato da numerosi isolotti tra le quattro isole più grandi: Santo Stefano, Caprera, La Maddalena e Spargi. Da segnalare Caprera in cui si trova il Compendio Garibaldino. Garibaldi comprò metà dell'isola nel 1855 e vi trascorse molti anni della sua vita. La strada per il rientro porta da Palau a Olbia attraverso Arzachena con un percorso di circa 40 Km. Proseguendo verso Santa Teresa di Gallura ci si inserisce nell'itinerario di Tempio Pausania e della Gallura.

 
L'Iglesiente

 E' certo che tutta la regione che oggi si chiama Iglesiente ha sempre vissuto in rapporto alle miniere, sin dalle prime coltivazioni in età nuragica e dallo sfruttamento in età punica e romana per mezzo del lavoro degli schiavi e di persone condannate per vari motivi ai lavori forzati. Dopo la crisi dell'alto medioevo, furono i pisani a rendersi conto delle ricchezze del sottosuolo e a dare nuovo impulso alla produzione mineraria. Dopo un nuovo declino durante il dominio spagnolo, che poteva disporre delle più ricche miniere americane, a partire dalla metà del secolo scorso si ebbe un vero e proprio boom minerario, quando decine di miniere vennero aperte sui monti e nelle valli per secoli disabitate. Oggi queste località appaiono spettrali; lontane dai centri abitati, in luoghi selvaggi e suggestivi, si susseguono le rovine degli impianti abbandonati.
Dopo aver percorso la piana del Cixerri, l'itinerario arriva a Iglesias, città che presenta motivi di interesse storico e artistico. Da qui una deviazione, in un paesaggio di monti rocciosi segnati dall'attività mineraria, porta sino alla splendida costa di Nebida e Masua, impreziosita dall'isolotto bianco del Pan di Zucchero. Dopo esserci addentrati nei monti dell'Iglesiente che offrono scorci panoramici molto belli, l'itinerario termina sulla lunga spiaggia di Buggerru.

ASSEMINI
Da Cagliari ci si immette sulla statale 130, in direzione Assemini-Iglesias. Assemini è un importante centro di produzione artigianale, dove si lavora il legno, il ferro battuto, vasi, brocche di terracotta, e ceramica.

VILLA SPECIOSA E SILIQUA
Proseguendo per la statale 130 si passa per Villa Speciosa con la sua graziosa chiesetta romanica di San Platano del XII secolo.
La strada prosegue in una piana in cui a un certo punto sulla sinistra appare il cono roccioso con i resti del castello di Acquafredda. Siamo a Siliqua, qui comincia la valle del Cixerri.

DOMUSNOVAS
Il paese si trova ai piedi del massiccio calcareo del Marganai. Fondato dai pisani nel XII secolo, oggi rimangono poche tracce del passato.

LA GROTTA DI SAN GIOVANNI (deviazione)
All'ingresso di Domusnovas un cartello indica la strada per la grotta di San Giovanni. Scavata dal torrente, è lunga 850 metri e si percorre in auto su una strada asfaltata che l'attraversa tutta. A metà percorso, sulla sinistra, la grotta si inoltra per un altro chilometro nella montagna e la si può percorrere facilmente a piedi. All'uscita la strada continua in un fondovalle coperto di macchia di olivastri e lecci. Da qui è possibile raggiungere la valle dell'Antas e la statale per Fluminimaggiore.

VILLAMASSARGIA (deviazione)
Ritornati sulla statale, si arriva dopo 4 Km a Villamassargia. Le testimonianza del passato sono alcune belle chiese e il castello di Gioiosa Guardia su un colle a est del paese.

IGLESIAS
Ormai considerata nuovo punto di riferimento per la provincia del Sulcis-Iglesiente, Iglesias conserva in parte intatto l'impianto del vecchio centro fondato e organizzato dai pisani, chiuso da una cinta muraria che attraverso quattro porte si collegava con le vicine zone minerarie e con la valle del Cixerri. Degli edifici civili originari del 1200 non rimane quasi nulla e le abitazioni sono state ricostruite nel corso dei secoli. Rimangono alcune chiese e un paese dall'aspetto antico con strette vie.

NEBIDA E MASUA (deviazione)
Uscendo da Iglesias per la via Cattaneo si arriva subito ai piedi dell'imponente e suggestivo complesso della miniera piombo-zincifera di Monteponi. Proseguendo ci si inoltra in un paesaggio di scoscesi monti calcarei segnati dai buchi dei pozzi. A sinistra il complesso abbandonato della miniera di San Giovanni. Voltando per Nebida si arriva subito in vista del mare, con una bella spiaggia. Proseguendo, la strada sale sul bordo a precipizio della costa, in un bellissimo paesaggio montuoso, e in lontananza appare lo splendore bianco dello scoglio calcareo chiamato Pan di Zucchero. Nebida e Masua, centri minerari arrampicati in luoghi impossibili, sorgono accanto a miniere di cui appaiono i resti diroccati.

TEMPIO DI ANTAS
Usciti da Iglesias in direzione di Fluminimaggiore, si passa accanto al lago Corsi, bacino artificiale per l'irrigazione della valle del Cixerri. Proseguendo in un bel paesaggio di monti, boschi di lecci e miniere in rovina si arriva ai resti dell'area sacra del tempio di Antas. Si tratta di un imponente tempio punico-romano.

LE GROTTE DI SU MANNAU
Proseguendo lungo la valle del rio Antas, tra i monti si trovano due belle grotte, quella bellissima di Su Mannau, lunga 7 Km e percorsa da un fiume, e quella di San Pietro, con belle concrezioni. Da non perdere.

BUGGERRU
Attraversata Fluminimaggiore raggiungiamo Buggerru. La costa ha località molto belle, salendo si apre la vista sulla costa e sul mare di un intenso colore azzurro. In passato il paese era raggiungibile solo dal mare. Proseguendo verso Arbus, che si raggiunge dopo circa 20 Km in un paesaggio di alta collina molto suggestivo, si prende la via del ritorno verso Cagliari.

 
Il Gerrei e la Trexenta

 Questo itinerario percorre alcuni importanti paesaggi della Sardegna meridionale, spingendosi fino al margine basso del gruppo montuoso del Gennargentu e toccando i centri della provincia di Nuoro confinanti con le Barbagie.
I motivi d'interesse sono anzitutto naturalistici; i paesaggi mutano in continuazione, dai colli dolci del Parteolla alle asperità selvagge e desolate del Gerrei; dalle anse profonde e tortuose del Flumendosa agli altipiani pastorali battuti dai venti, sino alle colline tondeggianti della Trexenta, dai vasti spazi aperti interrotti da vigneti e mandorleti.
I maggiori corsi d'acqua sono stati utilizzati per formare i due grandi laghi artificiali del Mulargia e del Flumendosa. Le testimonianze della storia e dell'arte risalgono soprattutto all'epoca preistorica e la regione conserva alcuni tra i monumenti più belli e significativi della civiltà nuragica.
Il percorso presenta frequenti saliscendi con curve continue. All'andata l'altitudine è generalmente sui 400-500 metri.
Partendo da Cagliari per dirigersi verso Dolianova, si attraversa una delle più importanti regioni vinicole della Sardegna. Giunti a Dolianova, le segnalazioni indicano la via per la chiesa di San Pantaleo e per la splendida cattedrale dell'antica diocesi di Dolia, uno dei capolavori dell'arte romanica in Sardegna.
Superata la bella valle coltivata, la strada sale in un paesaggio di steppa desolata in direzione di San Nicolò Gerrei; poco prima dell'arrivo in paese, inizia la deviazione per Goni, attraversando la strada che porta a Silius, dove, dopo circa 10 Km sulla sinistra della strada, appare ben visibile la necropoli di Pranu Mutteddu. Si tratta di un'importante testimonianza della civiltà neolitica in Sardegna. Di particolare interesse le tombe a domus de janas scavate in grandi blocchi di arenaria portati da lontano, al centro di un grande circolo con menhir. Notevole la lunga fila dei menhir orientati lungo il corso del sole.
Da Silius si può rientrare direttamente sulla statale e raggiungere San Nicolò Gerrei. La regione si incunea tra i monti del Sarrabus e le gole del Flumendosa e offre scorci panoramici di grande suggestione.
Proseguendo per Escalaplano si percorre una zona selvaggia, frequentata dai rapaci, che arriva fino al Flumendosa. Con l'arrivo a Escalaplano si è giunti in provincia di Nuoro.
Sulla strada per Orroli si succedono reperti molto importanti della civiltà nuragica: si incontra per primo il villaggio di Su Putzu con le basi di circa 100 capanne, che prende il nome dal tempio a pozzo legato al culto delle acque. Più avanti si arriva al nuraghe Orrubiu, dove i resti dell'imponente fortezza si estendono su un'area di tre ettari. Si possono ammirare le 5 grandi torri che dominano l'altopiano.
La statale prosegue per Nurri e ancora per Serri in cui si individua subito l'area dell'importante villaggio nuragico di Santa Vittoria. Più che un villaggio vero e proprio si trattava di un santuario come dimostra il pozzo sacro e i numerosi bronzetti che sono stati trovati e conservati attualmente al museo di Cagliari.
Una deviazione merita il nuraghe Is Paras di Isili, alla periferia nord del paese. Continuando il viaggio per Mandas, si ammirano le colline della Trexenta. Questa regione agricola era un tempo densamente popolata; i trecento villaggi di cui si favoleggiava hanno dato il nome della Trexenta.
Giunti a Suelli, si può osservare l'ex cattedrale di San Giorgio che conserva ancora elementi romanici: questa fu sede episcopale nell'alto Medioevo. Si arriva quindi a Senorbì, uno dei centri più importanti della Trexenta e abitato sin da epoca antichissima. La strada per il rientro passa per Sant'Andrea Frius, Monastir e Cagliari. 

 


Questi appunti di viaggio sono solo delle esperienze personali  che possono essere prese come spunto per i vostri viaggi.  
I punti sosta possono aver subito cambiamenti nel corso degli anni. Quindi vi suggeriamo prima di partire, di verificare quanto scritto nei nostri appunti.... 

Calabria e Puglia; Dall' 1 al 22 Agosto 2010

di Giuseppe D'Urso

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Equipaggi:

Giuseppe, Mariella e Chiara

Riccardo, Giusy, Alice e Niccolò

Davide, Mary, Cristina e Elisa


Partenza l'1 Agosto alle ore 15.30 dal rifornimento Aci S. Antonio autostrada CT/ME, dopo i saluti e due chiacchere con gli altri compagni di viaggio, ci avviamo verso Messina per traghettare, non troviamo molta confusione in direzione nord, ma arrivati a Villa san Giovanni, c'è una grande fila che attende per imbarcarsi verso la Sicilia.

Da Villa S. G. ci dirigiamo verso Pizzo Calabro, dove arriviamo nel tardo pomeriggio, ci sistemiamo nella parte alta del paese, vicino il municipio.

Dopo aver sistemato i camper, andiamo a visitare il quattrocentesco castello di Murat, fatto costruire da Ferdinando I d’Aragona. Proprio in questo luogo, fu tenuto prigioniero e in seguito condannato a morte Gioacchino Murat, re di Napoli nonché cognato di Napoleone Bonaparte. Murat Venne fucilato il 13 ottobre 1815, dopo alcuni giorni di prigionia, venne processato nella sala principale del castello e fu poi sepolto nella chiesa di San Giorgio. All'interno del Castello c'è il museo provinciale murattiano.

Continuiamo la nostra passeggiata per il centro storico, ricco di negozi di souvenir e ristoranti tipici.

Pizzo Calabro è anche conosciuta come “città del gelato”, o città del “tartufo”. Il tartufo di Pizzo è un dessert gelato famoso in tutta Italia, realizzato con una ricetta segreta. Una squisita sfera di gelato, alla nocciola o al cioccolato, ricoperta di cacao in polvere, da non perdere assolutamente. E noi non ci facciamo sfuggire l’occasione per gustarci questa prelibatezza.

Dato che i camper sono ben posizionati decidiamo di pernottare al posteggio del municipio.

02 Agosto, ci dirigiamo verso la chiesa della madonna di Piedigrotta, che si trova a circa 1 chilometro dal centro storico, in via Riviera Prangi, 136. La chiesetta è situata all’interno di una grotta che si apre nella roccia piena di conchiglie. All’interno, statue e affreschi che creano uno straordinario gioco di chiaroscuri grazie alla luce che filtra dall’esterno, mista tra storia locale e leggenda che la rendono unica nel suo genere.

Da centinaia di anni si tramanda la leggenda di un naufragio avvenuto intorno alla metà del ‘600: un veliero con equipaggio napoletano, fu sorpreso da una violenta tempesta. I marinai si raccolsero nella cabina del Capitano dove era custodito il quadro della Madonna di Piedigrotta e tutti insieme iniziarono a pregare facendo voto alla Vergine, che in caso di salvezza, avrebbero eretto una cappella e l’avrebbero dedicata alla Madonna. La nave si inabissò e i marinai a nuoto raggiunsero la riva. Insieme a loro, si poggiarono sul bagnasciuga anche il quadro della Madonna di Piedigrotta e la campana di bordo datata 1632. Decisi a mantenere la promessa fatta, scavarono nella roccia una piccola cappella e vi collocarono la sacra immagine. Ci furono altre tempeste e il quadro, portato via dalla furia delle onde che penetravano fin nella grotta, fu sempre rinvenuto nel posto dove il veliero si era schiantato contro gli scogli.

La visita della chiesetta è breve, quindi decidiamo di ripartire verso Le Castella, per la sosta scegliamo il camping "Costa splendente" il posto è bello e decidiamo di rimanerci due notti e visitare con calma il borgo marinaro ed il Castello aragonese, alternando un bagno rilassante al mare.

04 Agosto da Le Castella iniziamo il nostro cammino verso la Puglia, la tappa successiva è Trebisacce, dai miei appunti avevamo individuato un area di sosta, ma quando ci fermiamo a guardarla, non ci piace perché è uno slargo recintato con un albero al centro ed una fontana, allora ci spostiamo qualche chilometro più avanti sul lungomare e ci fermiamo per la pausa pranzo, dopo il caffè, che a Riccardo non può mancare, partiamo per Taranto, ma l'area che avevo tra i miei appunti è chiusa, quindi ci spostiamo verso San Vito (TA), al camping Sunbay che fa camper stop con 25€ a notte.

05 Agosto ci trasferiamo ad Andria per la visita al castello di Castel del Monte,

è uno dei 54 siti italiani che l’Unesco ha inserito nel 1996 nel World Heritage List. Fatto costruire da Federico II di Svevia nel XIII secolo, il Castello domina, con la sua massiccia struttura ottagonale il piccolo tratto delle Murge occidentali situate a 18 km da Andria. Castel del Monte è considerato un geniale esempio di architettura medievale, il castello in realtà unisce elementi stilistici diversi, dal taglio romanico dei leoni dell’ingresso alla cornice gotica delle torri, dall’arte classica dei fregi interni alla struttura difensiva dell'architettura fino alle delicate raffinatezze islamiche dei suoi mosaici.

Sostiamo presso l'unico posteggio, con bus navetta compresa a 5€  che porta al castello, il parcheggio offre la possibilità di pernottamento. 

Il posto ha anche una zona pic-nic, visto che è l'ora di pranzo ne approfittiamo subito.

Nel primo pomeriggio, dato che la visita al castello si fa in un paio d'ore, decidiamo di spostarci a Barletta, arriviamo vicino al centro storico nella speranza di poter sostare con i camper, ma non troviamo nulla ed allora andiamo al posteggio vicino allo stadio, comodo per il centro e tranquillo per la notte; sistemati i camper andiamo a visitare il centro del paese che troviamo molto interessante, il castello è chiuso e lo visiteremo il giorno dopo.

La mattinata del 06 Agosto la trascorriamo in relax a Barletta per la visita al castello ed al resto delle bellezze che offre il posto, dopo pranzo decidiamo di trasferirci a Monte S. Angelo dove per la sosta c'è il parking in viale della Madonnina SS172 sotto le mura del Castello Federiciano, 15 € a camper. Un po’ caro considerato quello che offre. Andiamo a visitare il castello e poi la chiesa di San Michele Arcangelo dove si scende in una grotta molto suggestiva, all'uscita dalla chiesetta ci sorprende un acquazzone, corriamo a prendere gli ombrelli per riportare i bambini ai camper, anche se ci bagniamo lo stesso. Con la pioggia si è abbassata ulteriormente la temperatura e fa freddo, quindi decidiamo di passare la serata in camper preparando una minestra calda.

07 Agosto in mattinata ci dirigiamo verso San Giovanni Rotondo, sostiamo in via Vicinale della difesa a 100 metri dal nuovo santuario, visitiamo la chiesa nuova ed il santuario dove ha vissuto Padre Pio, anche questo giro lo facciamo in un paio d'ore e dato che è già ora di pranzo torniamo ai camper, nel frattempo ci raggiunge Alessandro, il cugino di Davide, che successivamente trascorrerà parte del viaggio con noi, dopo una breve consultazione con gli altri equipaggi decidiamo di dividerci io e Riccardo andiamo a Mattinata, sul mare, mentre Alessandro e Davide vanno a visitare la Foresta Umbra, Vieste e Peschici.

A Mattinata sostiamo presso l'area di sosta Punta grugno, in contrada Funni, alberata e ben ventilata, il mare è bello ed ha la spiaggia di ghiaia. Trascorriamo il pomeriggio del e tutta la giornata dell'8 Agosto in relax a mare.

Il pomeriggio  ci trasferiamo a Molfetta presso il parco dei divertimenti di Miragica, dove attendiamo l'arrivo di Fulvio ed altri 2 equipaggi con il quale la sera del giorno 09 Agosto festeggeremo i 50 anni di Fulvio.

La mattina entriamo a Miragica, dove trascorriamo la giornata serenamente tra giochi e spettacoli. La sera pernottiamo presso il posteggio del parco, che sembra abbastanza tranquillo per la notte. Davide e Alessandro decidono di andare al Parco Zoo di Fasano e ad Alberobello, quindi partono la sera per il parco di Fasano ed anche Riccardo si accoda a loro. Arrivano al parco di Fasano dove gli impiegati del parco gli consigliano di mettersi in fila per pernottare ed essere tra i primi ad entrare.

La mattina del 10 Agosto io vado a Monopoli al Lido Millennium, ma è tutto pieno non si trovano posti e così decidiamo di andare ad Alberobello in attesa degli altri equipaggi. Fulvio e i suoi amici restano a Molfetta per fare shopping all'Outlet, anche loro ci raggiungeranno ad Alberobello nel tardo pomeriggio.

Trascorriamo la serata ad Alberobello in giro per i trulli, la sera illuminati sono molto suggestivi, quindi dato che siamo fuori rimaniamo in giro e ceniamo con specialità locali.

La mattina dell' 11 Agosto dopo una lunga coda al camperservice dell'area di sosta Nel Verde di Alberobello, ci trasferiamo a Cisternino, per la visita al paese, che è stato insignito tra i cento borghi più belli d’Italia. 

Pranzo veloce ai camper nell’unico posteggio destinato ai pullman e ai camper. Nel pomeriggio ci trasferiamo ad Ostuni, detta anche la città bianca, il paese è gradevole, le sue viuzze sono fresche e tutte dipinte di bianco, dopo il giro al centro storico ed un bel gelato, ci trasferiamo a Lecce, dove arriviamo intorno le 19.30, sostiamo al Parcheggio in via Francesco Calasso, vicino al centro. Dopo le docce e la cena andiamo a fare una passeggiata serale per le vie del centro storico della città, la quale ci rivela un barocco molto affascinante, infatti viene chiamata la Firenze del sud.

Torniamo ai camper e pernottiamo.

L'indomani 12 Agosto, decidiamo di fare un'altra passeggiata in centro, ma questa volta con l'ausilio del trenino che attraversa il centro storico, dagli auricolari che ci hanno fornito, una voce descrive i luoghi che attraversiamo, il tragitto dura più di un'ora e nel frattempo si è fatto tardi, quindi si torna ai camper per il pranzo.

I bambini sono stanchi e vogliono andare al mare, si avvicina il ferragosto e potrebbe essere difficile trovare posto.

Fulvio e i suoi amici sono già partiti la mattina verso Otranto, noi partiamo dopo pranzo e ci dirigiamo verso Otranto, ma vogliamo andare al mare e quindi iniziamo a cercare un'area o un campeggio, ma è tutto strapieno o sotto il sole, arriviamo a Torre del dell'Orso dove sostiamo presso l'area di sosta Gran Pashà per trascorrere dal 12 al 16 agosto, l'area è ad un km dal mare, ma ha il servizio navetta gratuito che ci porta sia al mare che in paese, i gestori meritano un premio, sono molto gentili e disponibili, ci sistemiamo per trascorre il ferragosto, siamo rimasti solo io e Riccardo, mentre Alessandro e Davide si sono spostati al parcheggio comunale vicino Otranto per la visita alla cittadina, anche Fulvio ed i suoi amici sono lì.

Trascorso il ferragosto, Fulvio ed i suoi amici si trasferiscono a Gallipoli, mentre con Davide che si trova dopo S. M. di Leuca, decidiamo di ritrovarci a Gallipoli, noi proviamo ad andare a S.M. Di Leuca, ma è molto caotica ed affollata, quindi rinunciamo alla visita e ci dirigiamo verso Gallipoli. Qui saremo di nuovo io, Riccardo e Davide, mentre gli altri sono già andati via verso la Calabria.

A Gallipoli ci diamo appuntamento al parcheggio di Corso Italia che si trova alla fine della SS274 di fronte al supermercato MD, dove dopo pranzo faremo anche la spesa. Nel pomeriggio ci dirigiamo con i camper verso il porto, li ci posteggiamo davanti alla capitaneria di porto, da li si arriva velocemente al centro storico che è un isolotto sul mare, a noi ci ricorda molto Ortigia. Al ritorno dalla visita passiamo d'avanti alla pescheria, nel frattempo sono rientrati i pescherecci, diamo un'occhiatina al pesce appena pescato che è invitante, ma ci rendiamo conto che non possiamo cucinarlo in camper, sarebbe troppo complicato, quindi compriamo delle vongole per farle con gli spaghetti, torniamo al posteggio di Corso Italia e ci posizioniamo lì perché lo reputiamo più tranquillo per la notte, anche se si riempie di auto e c'è molto movimento. Cuciniamo gli spaghetti con le vongole e dopo cena tutti a nanna.

La mattina del 17 Agosto decidiamo di fare tappa a mare quindi ci trasferiamo a Marina di Ginosa, l’area si trova in località Torre Mattoni, è sotto il sole, ma abbastanza ventilata con poca acqua potabile e molta acqua salmastra. Attraversando la pineta antistante l'area, si arriva sulla spiaggia che si affaccia su un mare cristallino e sabbioso, un luogo bello e selvaggio. Facciamo subito un bagno e ci accorgiamo che la mareggiata ha sollevato le telline dal fondo, quindi ci mettiamo a raccoglierle.  La sera ci facciamo una bella spaghettata tutti insieme, trascorriamo la serata serenamente, mentre le bimbe improvvisano balletti e sfilate con gli abiti approntati con tovaglie e parei sottratti alle mamme.

La mattina del 18 Agosto iniziamo il cammino verso la Sicilia passando per la Sila, dopo aver fatto camper service, partiamo ed arriviamo nel pomeriggio a Camigliatello, ci fermiamo al posteggio a pagamento ad ore, dove Riccardo ci comunica che Giusy, sua moglie, sta male, ma per fortuna dopo una puntura di disintossicante si riprende.

Noi andiamo in paese a fare shopping, Riccardo si trova costretto ad acquistare delle coperte, in quanto la notte fa freddo e lui le ha dimenticate a casa.

La mattina seguente il 19 Agosto andiamo al mercatino che fanno alle porte del paese di Camigliatello, dove ci fanno assaggiare tantissimi prodotti tipici come formaggi, salumi e funghi sottolio, di conseguenza si fanno altri acquisti. Tornati in camper ci dirigiamo verso il parco della forestale del lago Cecita, li andiamo nell'area pic-nic per pranzo e con le stuoie ci mettiamo sul prato.

Nel pomeriggio entriamo al parco, dove visitiamo l'orto botanico, che ha molte specie di piante, poi decidiamo di fare una passeggiata per uno dei sentieri del parco e così facciamo una scarpinata di 900 metri che sembrano 9000, ma alla fine arriviamo dove ci sono i punti di osservazione dei Daini e dei lupi. Tornati stanchi ai camper facciamo le docce e ci trasferiamo a Lorica, li sostiamo vicino al lago Arvo, molto spettacolare, dopo cena passeggiata sul lungo lago.

La mattina del 20 Agosto andiamo a Lorica e dopo la colazione ci spostiamo verso Trepidò, al ristorante del Camping Ampollino, pranziamo con prodotti tipici calabresi antipasti rustici e pasta fatta in casa, siamo così pieni che il secondo non riusciamo a prenderlo, il vinello è ottimo va giù che è un piacere.  

Dopo pranzo gli amici del ristorante, ci ospitano gratuitamente presso il campeggio, dove ci siamo rilassati e smaltiti la sbronza. Nel tardo pomeriggio ci siamo spostati al Villaggio Palumbo per una breve visita al maneggio e al Palaghiaccio, Davide nel frattempo prende informazioni con l'ufficio turistico perché vorrebbe tornare a sciare lì in inverno. Io mi accorgo di avere una vite conficcata in una ruota posteriore, che nel frattempo si sta sgonfiando, grazie ai gestori del ristorante, contattiamo un gommista di Crotone che ci fa la cortesia di aprirci il sabato mattina per la riparazione alla ruota.

La sera ci sistemiamo per la notte in riva al lago Ampollino, vicino ad altri camper.

La mattina del 21 Agosto abbiamo l'appuntamento con il gommista, ci spostiamo con il mio camper  e con Davide e scendiamo a Crotone per la riparazione, il gommista si trova alla fine di una discesa molto ripida in cemento, un po’ perplesso scendo, dopo la riparazione che è durata pochi minuti, affronto la salita titubante, ma fortunatamente il camper l'affronta senza problemi e così torniamo al lago dove ci attendono i nostri familiari e Riccardo. Data l’ora, decidiamo di assaggiare i secondi del ristorante di Trpidò, quindi torniamo al ristorante e ringraziamo i gestori per la cortesia del Gommista e pranziamo.

Nel pomeriggio Riccardo ha deciso di rientrare a casa, quindi facciamo un po’ di strada con lui fino al bivio per Lorica, lì ci salutiamo con lui mentre io e Davide ci dirigiamo di nuovo sul lago Arvo, sostiamo lì e trascorriamo il pomeriggio passeggiando. La sera tutti a nanna, ma solo dopo aver dato l'ultimo sguardo al lago.

Il 22 Agosto mattina inizia il rientro verso casa, con il ricordo di questa bella vacanza passata serenamente in buona compagnia...

Questi appunti di viaggio sono solo delle esperienze personali  che possono essere prese come spunto per i vostri viaggi.  
I punti sosta possono aver subito cambiamenti nel corso degli anni. Quindi vi suggeriamo prima di partire, di verificare quanto scritto nei nostri appunti.... 

Giro in centro Italia; Dal 12 al 27 Giugno 2015

di Giuseppe D'Urso

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Come ogni anno arrivano le tanto agognate ferie, programma pronto, l’ho controllato già nei minimi dettagli, tutto organizzato per partire, acqua, gasolio, spesa e bagagli caricati, controlli di routine al camper effettuati. E' sempre emozionante quel momento in cui si concretizza e che manca pochissimo alla partenza, invasi dall’ansia, anche un po’ per paura di dimenticare qualcosa, ma soprattutto sperando che vada tutto bene.

Iniziamo la nostra avventura.

12 giugno venerdì

Incontro equipaggi alle ore 15.30 presso la solita area di servizio, in direzione Messina, attendiamo ansiosi gli altri due equipaggi con cui abbiamo deciso di intraprendere il viaggio. Al loro arrivo scambiamo due chiacchere ed il caffettino, che per qualcuno non può mancare, quindi, si parte.

Prima tappa, Sala Consilina presso il posteggio dell' hotel Vallisdea, trascorriamo le ultime ore della sera, cena e poi tutti a nanna.

13 giugno  sabato

Partenza ore 7.30 in direzione Orvieto, arriviamo nel pomeriggio e dopo una doccia tonificante, decidiamo di farci due passi al centro, che è raggiungibile dall’area di sosta tramite la funicolare che si trova vicinissimo l’area. Giriamo tra i vicoletti, la sera la città illuminata acquista un fascino particolare. Dopo qualche ora, torniamo ai camper stanchi, quindi tutti a nanna.

14 giugno domenica

Finalmente cominciamo a fare i turisti, cioè iniziamo la visita vera e propria di Orvieto, la prima tappa d’obbligo è la famosa cattedrale di Santa Maria Assunta, chiesa madre della diocesi di Orvieto e capolavoro dell'architettura gotica dell'Italia Centrale. Nel gennaio del 1889 papa Leone XIII l'ha elevata alla dignità di basilica minore.

La costruzione della chiesa fu avviata nel 1290 per volontà di papa Niccolò IV, allo scopo di dare degna collocazione al Corporale del miracolo di Bolsena. Disegnato in stile romanico da un artista sconosciuto, in principio la direzione dei lavori fu affidata a fra Bevignate da Perugia a cui succedette ben presto, prima della fine del secolo, Giovanni di Uguccione, che introdusse le prime forme gotiche. Ai primi anni del Trecento lo scultore e architetto senese Lorenzo Maitani assunse il ruolo di capomastro dell'opera. All’interno potrete ammirare diverse opere d’arte, moltissimi dipinti e statue e oggetti di culto, mi ha colpito in particolare la pietà opera scultorea del 1570-78 è un gruppo scultoreo a quattro figure ricavato quasi totalmente da un unico blocco di marmo, la parte superiore della scala è ricavata da un secondo blocco, ma la giunzione è magistralmente camuffata da un panno intrecciato intorno ad uno scalino. Questa impresa nemmeno Michelangelo era riuscito a completarla, anche se l’aveva tentata nella Pietà fiorentina. 

Dopo, un giro in  Piazza del Popolo, dove domina sull’ampio spazio la sagoma del palazzo del Capitano del Popolo, con la strana torre e la bella scala che porta al salone d’ingresso. Il palazzo è un’area per congressi e manifestazioni, ma se riuscite ad entrare, ammirate il Salone dei Quattrocento, dove si riunivano infatti i quattrocento membri che a vario titolo governavano la città, noi non siamo riusciti a vederlo.

Girando per le viuzze del centro storico potrete ammirare un infinità di botteghe che vendono souvenir, prodotti tipici umbri ed ogni genere di cose. 

Nel pomeriggio, dopo pranzo, affrontiamo  il Pozzo di san Patrizio, si perché ci sono 258 scalini da scendere e poi risalire. Il pozzo si chiama così per la somiglianza con la cavità dove il santo irlandese amava ritirarsi in preghiera.

Questa meraviglia ingegneristica fu costruita nel 1527 per volere di papa Clemente VII che affidò l’incarico a Giuliano da Sangallo il Giovane. L’obiettivo era assicurare a Orvieto l’acqua in ogni momento dell’anno. Il pozzo, profondo 62 metri, è interamente scavato nel tufo e raggiunge l’acqua che si trova sotto la rupe su cui è costruita Orvieto. Questo capolavoro è formato da doppie scale elicoidali, ampie e indipendenti, una per la discesa e l’altra per la risalita. Questo permetteva di rendere le operazioni di carico dell’acqua più semplici, anche grazie alla possibilità di scendere giù gli animali da soma per il carico. La luce arriva da 72 finestre aperte verso il centro del pozzo.

La nostra giornata dedicata alla visita di Orvieto non finisce qui, ci attende Orvieto sotterranea, scavata nella rupe di tufo su cui è costruita la città, scendendo si scopre la città sotterranea.  

Solo negli ultimi anni è stata riportata alla luce la città sotterranea formata da un complesso labirinto formato da  oltre 1200 grotte, cunicoli, pozzi e cisterne. Scoperta per caso dopo una frana. La guida ci accompagna alla scoperta di questo affascinante itinerario sotterraneo.

In serata rientriamo nei camper e dopo cena pernottiamo.

15 giugno lunedì

La nostra tappa è Siena, scegliamo di sostare in via delle Province, nel piazzale troviamo altri camper, ci sistemiamo e subito un acquazzone ci blocca in camper, ma appena il cielo si apre decidiamo di farci una passeggiata in centro, arriviamo  alla fermata dell’autobus n° 10 che porta vicino al centro storico di questa bellissima città, passando attraverso caratteristici vicoletti fino a Piazza del Campo, che è considerata una delle più belle piazze del mondo. Ha una caratteristica forma di conchiglia a 9 spicchi, particolare che si può ammirare solo dall’alto della Torre del Mangia. Dal 1300 la piazza è il centro della vita di Siena, proprio dove si svolge il palio.

Nel pomeriggio decidiamo di trasferirci a Firenze, anche perché inizia di nuovo a piovere, e vorremmo evitare di bagnarci.

Arriviamo prima di cena e nell’area sosta via di Scandicci, ci prepariamo per fare un giro della zona intorno all’area e così decidiamo di cenare a base di pizza. La serata la trascorriamo in pizzeria e poi tutti a nanna.

16 giugno martedì

La mattinata la dedichiamo alla visita di Firenze, di buona mattina, prendiamo un autobus che ci porta vicino al centro, decidiamo di visitare gli Uffizi, facciamo una fila interminabile, vi consiglio di fare i biglietti la sera prima in modo tale da evitare un po’ di confusione, appena entrati ci rendiamo conto che l’attesa è stata ripagata, tantissime meraviglie da vedere. Il percorso inizia con la sala del Trecento, e le tre pale di Cimabue, Duccio di Buoninsegna e Giotto, che raffigurano tutte la “Madonna in trono col Bambino“, poi è un crescendo di magnificenza, Botticelli, Leonardo da Vinci, Signorelli, Perugino, Durer, Caravaggio, Raffaello e tantissimi altri grandi artisti. Una mattinata intera per la visita. Usciti dalla galleria degli Uffizi, facciamo un giro in piazza della Signoria, anch’essa meriterebbe più attenzioni, ma ci limitiamo ad ammirarne la sua maestosa bellezza.

L'elemento centrale della piazza è il trecentesco Palazzo Vecchio, edificato tra il 1299, poi notiamo La Loggia della Signoria, chiamata anche Loggia dei Lanzi, perché vi si accamparono il Lanzichenecchi nel 1527.

Più in la il Tribunale della Mercanzia che venne costruito nel 1359 sul luogo dove sorgeva il Teatro Romano, al fine di ospitare la sede del Tribunale della Mercanzia.

Poi scorgiamo Palazzo Uguccioni che fu costruito per Giovanni Uguccioni a partire dal 1550. L'originale architettura di forme classicheggianti presenta affinità con lo stile tardo rinascimentale romano che fanno pensare, ad un disegno di Raffaello o di Michelangelo.

Le statue di Piazza della Signoria rappresentano un vero e proprio ciclo allegorico laico, unico nel suo genere. Proprio davanti al Palazzo, sul cosiddetto "arengario" si trovano le sculture più antiche, che un tempo si trovavano più avanti verso la piazza: sono il Marzocco, la Giuditta e Oloferne del 1455-60 circa, entrambe opera di Donatello, sostituite da copie per la loro preziosità.

La Fontana del Nettuno è la prima fontana pubblica di Firenze. Il grande Nettuno in marmo bianco non è molto amato dai fiorentini che lo chiamano Biancone. 

In fine, in posizione centrale a sinistra di Palazzo Vecchio si trova la grandiosa Statua equestre di Cosimo I, opera in bronzo del Giambologna del 1594.

Altre sculture famose sono ospitate sotto la Loggia dei Lanzi (il Ratto delle Sabine, il gruppo di Polissena, Nesso e il Centauro, eccetera).

Abbiamo ancora tempo e dato che la giornata promette vogliamo ancora godere delle meraviglie di questa fantastica cittadina, quindi ci rechiamo al ponte vecchio, esso è uno dei simboli della città di Firenze. Il ponte attraversa il fiume Arno per circa 150 metri. Altra caratteristica è il passaggio costeggiato da due file di botteghe artigiane, ricavate in antichi portici chiusi, che lo hanno reso famoso. Le botteghe di Ponte Vecchio si affacciano tutte sul passaggio centrale, e sono tutti negozi di oreficeria, che ci fermiamo a guardare ammirando gli splendidi gioielli nelle vetrine.

Lasciamo il ponte e ci avviamo verso l’autobus  per ritornare ai camper, ma appena  girato l’angolo notiamo la bella facciata marmorea della chiesa di Santa Maria Novella, che riempie l'enorme e spoglia piazza, non la visitiamo perché è chiusa, ma ne ammiriamo la sua bellezza dall’esterno. 

Stanchi aspettiamo il passaggio dell’autobus che ci riporta ai camper dove trascorriamo la serata. 

17 giugno mercoledì

Trasferimento a  “Mirabilandia”

La sera prima con i nostri compagni di viaggio, decidiamo di portare i nostri figli al parco divertimenti di “Mirabilandia” a Ravenna. Così la mattina ci incamminiamo e dopo una fermata al supermercato, che non poteva mancare, arriviamo nel pomeriggio al parco divertimento. All’interno della struttura un grande parcheggio con area dedicata ai camper con carico scarico e la possibilità di pernotto. Trascorriamo  due giorni, all’insegna del relax e divertimento.

19 giugno venerdì 

Nel tardo pomeriggio, usciti dal parco ci trasferiamo a San marino, nel parcheggio P10, vicino gli ascensori che salgono in centro, è tardi, siamo stanchi, quindi pernottiamo in loco.

20 giugno sabato

Dedichiamo la giornata alla visita di San marino, in realtà non è la prima volta che ci andavamo, ma questa piccola repubblica ha il suo fascino.

La mattina, con molta calma, dato che la stanchezza delle giornate precedenti si fanno sentire, ce la prendiamo con comodo. 

Iniziamo la risalita con gli ascensori verso il centro di San Marino, la nostra esplorazione di San Marino parte dal centro storico della Città, il vero cuore pulsante della Repubblica. Una passeggiata fra le case medievali e i negozi, con improvvisi scorci sul paesaggio circostante che si spinge fino al mare, diversi turisti approfittano per fare shopping, dato che a San Marino diversi prodotti costano meno che in Italia. 

Arrivati sulla centrale Piazza della Libertà, ammiriamo gli edifici principali di San Marino, tra cui il Palazzo Pubblico, con la facciata in pietra arenaria, che risale alla fine dell’Ottocento. Sopra le arcate del portico compaiono gli stemmi dei Castelli dell’antica Repubblica di Serravalle, Fiorentino, Faetano e Montegiardino. Il Palazzo ospita molte cerimonie ufficiali, ed è sede dei principali organi di governo della Repubblica, fra cui i capitani reggenti, che sono i due capi di Stato di San Marino. Di fronte al Palazzo si trova uno dei simboli di San Marino, la Statua della Libertà, in marmo bianco di Carrara. La vista dalla piazza è stupenda l’occhio si perde sulla vallata.

Percorrendo la Salita che porta alla Rocca, si trova il Museo delle Curiosità, i ragazzi incuriositi dai manifesti esposti , vogliono vistarlo e così entriamo. Il museo delle stranezze e senza dubbio il museo più bizzarro di San Marino. Raccoglie infatti moltissime curiosità In pieno stile Guinness dei Primati, si può scoprire la storia dell’uomo più grasso del mondo, della donna più bassa ed osservare alcuni bizzarri oggetti: una trappola per pulci del XIX secolo, i capelli più lunghi, dei copri unghie cinesi in argento e tantissime altre curiosità. Infatti i ragazzi ne rimangono esterrefatti. Continuando per le vie del centro incontriamo diverse chiese, palazzi e piazze di grande bellezza, la giornata passa serenamente fino all’ora di pranzo. 

Decidiamo di scendere nei camper per pranzare e poi nel pomeriggio di ripartire verso un’altra meta.

Il pomeriggio ci trasferiamo a Loreto, per la visita al santuario. 

Sostiamo in via Maccari 19, un’area di sosta attrezzata e gestita dal Comune.

21 giugno domenica

Essendo domenica mattina ci rechiamo a messa nella basilica. Dopo la messa visitiamo il santuario della Madonna di Loreto con all’interno la Santa Casa.

Secondo un'antica tradizione, oggi comprovata dalle ricerche storiche e archeologiche, la Santa Casa è proprio la casa di Nazareth in cui Maria nacque, fu educata e ricevette l'annuncio angelico.

La casa era costituita da una camera in muratura composta da tre pareti in pietra poste a chiusura di una grotta scavata nella roccia. 

La grotta è tuttora venerata a Nazareth, nella Basilica dell’Annunciazione, mentre le tre pareti di pietra, secondo la tradizione, nel 1294 furono trasportate a Loreto quando i crociati furono espulsi dalla Palestina.

22 giugno lunedì

In mattinata partiamo per Santa Maria degli Angeli ed entriamo nell’unica area di sosta situata in via Giosuè Borsi. Punto strategico per visitare Assisi e dintorni. Essendo arrivati prima di pranzo decidiamo di fare due passi a piedi verso Santa Maria degli Angeli dove sorge l’omonima Basilica in cui San Francesco fondò l'ordine dei francescani nel 1208, luogo in cui dimorò frequentemente e in cui santo morì il 3 ottobre 1226. La basilica è un edificio rinascimentale eretto tra il 1569 ed il 1679, all'interno la Cappella della Porziuncola del X-XI sec. decorata all'esterno da affreschi del XIV-XV secolo. Un luogo molto spirituale.

Girando all’interno della basilica si possono ammirare i luoghi di San Francesco come il Roseto senza spine, le celle e tante altri luoghi che riguardano la vita di san Francesco.

Torniamo in camper per pranzo, nel pomeriggio, completiamo con un giro della cittadina.

23 giugno martedì

Questa mattina la sveglia ha suonato presto, dobbiamo andare ad Assisi, ci rechiamo alla stazione, che si trova dietro l’area di sosta, prendiamo i biglietti per salire ad Assisi. 

Scesi dal pullman, iniziamo il nostro percorso da Piazza Matteotti imboccato Via del Torrione, passiamo per l’Arco del Vento e giungiamo alla cattedrale di S. Rufino. Il duomo della città, che fu eretto nel 1140, la sua facciata è un capolavoro, con tre rosoni e sculture simboliche. All’interno, all’inizio della navata destra, c’è la Fonte Battesimale in cui, secondo la tradizione, furono battezzati San Francesco e Santa Chiara. 

Percorrendo le viuzze, costeggiate da case in pietra bianca si ammirano magnifici scorci panoramici, arriviamo in Piazza del Comune che si affaccia sulla cinquecentesca “Piazza Grande”, ornata dalla fontana con i tre leoni, intorno troviamo il tempio di Minerva, costruito all’inizio del I secolo a.C., ha una facciata con sei colonne con capitelli corinzi, che nel 1539 è stato trasformato in chiesa, con il nome di S. Maria sopra Minerva. Accanto al tempio c’è il Palazzo del Capitano del popolo con un l’alta Torre del XII secolo, di fronte c’è il Palazzo dei Priori, un lunghissimo edificio realizzato, composto da più edifici preesistenti.

La nostra visita prosegue per Corso Mazzini, la via più frequentata della cittadina, dopo incontriamo la Portella di S. Giorgio che arriva alla Piazza Santa Chiara così chiamata dall’omonima ed imponente Basilica. La Chiesa di Santa Chiara è in stile gotico, e fu costruita nella seconda metà del XII secolo, al suo interno si conserva il corpo di Santa Chiara. La facciata della basilica è in pietra calcarea rosa e bianca del monte Subasio, al centro di essa spicca un elegantissimo rosone. Sul lato sinistro dell’edificio si poggiano tre enormi archi, realizzati successivamente alla fine del XIV secolo. L’interno della chiesa è composta da un unica navata con la volta riccamente decorata da affreschi. Da Porta S. Chiara ha inizio il Borgo Aretino, realizzato nel 1316, al termine del quale si erge la Porta Nuova del XIV secolo.

Tornando in Piazza del Comune avanziamo fino in Via Portica, dove c’è il Museo Foro Romano e, più avanti, il Teatro  di Metastasio, realizzato nel 1836. Proseguendo oltre troviamo l’Arco del Seminario, dove ha inizio Via San Francesco, Via Superba, lungo la quale possiamo avvistare la fonte Olivera, l’Oratorio dei Pellegrini, l’antico Ospedale, Monte Frumentario, e la Pinacoteca Vallemani. In fondo alla strada, un grande slargo, dove si presenta ai nostri occhi in tutto il suo splendore la Basilica di San Francesco costruita in pietra bianca, formata da due chiese sovrapposte, la superiore e l’inferiore con la cripta.

La costruzione della Basilica Superiore fu cominciata nel 1228, dopo due anni dalla morte di San Francesco. La facciata è gotica, decorata da uno splendido rosone, sul lato sinistro, si innalza il maestoso campanile quadrangolare. L’interno è composto da una navata, impreziosita da affreschi di Giotto che illustrano la vita del Santo.

Purtroppo il terremoto, del 26 Settembre 1997, causò il crollo, in due punti, della volta e la conseguente perdita di alcuni affreschi di Cimabue e Giotto. Noi abbiamo avuto la fortuna di vederla prima del terremoto, ma oggi dopo un delicato e complesso lavoro di restauro, concluso nel 1999, è stato ricomposto, riportando la Basilica al suo antico splendore.

Continuando il nostro precorso e dopo una discesa piuttosto ripida, arriviamo nella Piazza Inferiore, demarcata da un magnifico portico del ‘400, da dove si entra nella Basilica Inferiore attraverso un bel portale, travalicato da tre rosoni. Le pareti della navata interna sono state decorate dai maggiori pittori del ‘200-‘300, tra i quali Giotto e Cimabue. Da due scalette, a metà della navata, si accede alla Cripta dove in un’urna in pietra, sopra un altare, è conservato il corpo di San Francesco.

Scendendo in fondo alla piazza superato la Portella di S. Francesco e, percorsa Via Frate Elia troviamo Porta S. Francesco sulla S. Pietro, arriviamo all’Abbazia di S. Pietro. Una  Chiesa benedettina, costruita agli inizi del ‘200, ha una bellissima facciata rettangolare, con tre portali, con  altrettanti rosoni l'interno è un po’ austero, composto da tre navate. Usciti dalla chiesa, vista l’ora ci fermiamo nell'antistante piazza Giovanni Paolo II, noi prendiamo un Bus che ci riporta ai camper, perché ci attendono i nostri parenti per pranzo che abitano li vicino, i nostri amici decidono di rimanere ancora ad Assisi, per contemplare ancora questa splendida cittadina.

Rimane ancora tanto altro da visitare, ma noi siamo stati diverse volte ad Assisi e lasciamo questo privilegio ai nostri compagni di viaggio, che rincontreremo la sera nei camper.

24 giugno mercoledì

Questa mattina è dedicata alla pulizia dei camper e alle operazioni di carico e scarico, al termine di ciò, ci prepariamo per la prossima tappa di trasferimento verso sud. 

Abbiamo scelto di fermarci a Colle Valenza al Santuario di Suor Speranza.

Arriviamo dopo pranzo al Santuario e dopo esserci presentati alla reception, ci posteggiamo all’interno nel piazzale dove fanno sostare le macchine e i camper.

Entrando si percepisce la religiosità del luogo, che immerso all’interno di un parco, ti da una sensazione di pace assoluta. 

Il santuario è composto da un insieme di edifici religiosi, che sono una delle più significative espressioni di architettura sacra della seconda metà del XX secolo, composta da un imponente complesso di strutture recettive moderne.

La parte centrale è costituita dalla grande chiesa, consacrata nel 1962, opera dell'architetto spagnolo Julio Lafuente, e dalla cappella dell'Amore Misericordioso voluta da madre Speranza nel 1955. Tale struttura, costituisce il punto di partenza di tutto il complesso, venne eletta a santuario nel 1959 dal vescovo di Todi, Alfonso Maria De Sanctis, e ricevette la visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1981.

A lato del santuario, nei pressi del pozzo voluto dalla fondatrice, si trovano la fonte e le piscine o vasche purificatrici, come quelle presso il santuario di Nostra Signora di Lourdes, le uniche due approvate dalla Chiesa cattolica, presso cui l'ammalato è invitato a dissetarsi e a bagnarsi. Presso il santuario vi è una Casa del pellegrino e una per il clero infermo.

La storia di Madre Speranza, dagli anni cinquanta, iniziò a realizzare il progetto che per lei rappresentava la volontà di Dio: la costruzione di un santuario dedicato all'Amore Misericordioso di Dio, al quale dedicò la sua vita. Questa fu la sua missione e la sua opera definitiva. Volle in questo luogo "far conoscere a tutti che Dio è un Padre che ama, perdona, dimentica e non tiene in conto i peccati dei suoi figli quando li vede pentiti". Nel santuario riceveva ogni giorno più di cento persone, ascoltando e infondendo speranza a ciascuno.

Siamo rimasti molto colpiti da questo luogo di pace serenità che ci ha fatto dimenticare la stanchezza dei giorni precedenti dandoci una grande carica positiva.

25 giugno giovedì

Partiamo di buon ora per raggiungere Paola (CS), ci attende una scarpinata di circa 700 km, infatti arriviamo nel tardo pomeriggio, andiamo a cercare una pizzeria, dato che oggi faccio il compleanno e vogliamo festeggiare insieme, ne troviamo una che fa al caso nostro. Sul lungomare e ci parcheggiamo proprio li d’avanti. Dopo cena, la serata passa serenamente. Per la notte, saliamo al santuario di San Francesco di Paola, che si trova appena sopra il paese. Ci sistemiamo li per la notte e stanchissimi andiamo a nanna.

26 giugno venerdì

La mattina non potevamo esimerci dalla visita della basilica, e dei luoghi del  frate.

Il santuario di San Francesco da Paola sorge a 178 metri sul mare nella parte collinare della cittadina di Paola, città natale di san Francesco, posizionato in una valle costeggiata da un torrente e ricca di vegetazione. È meta di pellegrinaggio da tutto il sud Italia, specialmente dalla Calabria, di cui san Francesco è patrono. Custodisce parte delle spoglie del santo, le restanti si trovano a Tours in Francia.

Davanti al santuario vi è un ampio piazzale, al limite del quale si erge la facciata principale del tempio. A destra dell'ingresso principale, vi è un arco tramite il quale si accede alla parte laterale del santuario, in cui si trovano l'ampia basilica moderna e la fonte della cucchiarella, dalla quale i pellegrini bevono l’acqua miracolosa. Accanto a questa è esposta una bomba inesplosa, caduta nel torrente accanto al santuario durante un bombardamento del 1943, che non danneggiò il Santuario. Continuando si accede al ponte del Diavolo e ad un sentiero al termine del quale si trova un luogo che fu rifugio del Santo nei suoi anni giovanili.

Entrando nel santuario per l'ingresso principale, si accede a due ambienti semi aperti iniziali. Nel primo sono conservate diverse lapidi, datate fra il XVI ed il XX secolo, mentre il secondo è il vero pronao della basilica antica: a destra si trova il portale di accesso alla basilica, a sinistra vi è un affaccio sul torrente e sull'adiacente convento, ed avanti vi è l'ingresso al chiostro ed al romitorio del Santo e la cella del beato Nicola.

Dopo la visita, ripartiamo per Lido Palmi, per noi e quasi una tradizione concludere i nostri viaggi passando da Palmi nell’area sosta Summerland. 

Ci godiamo le nostre ultime ore di relax al mare, e la sera ci regala un tramonto spettacolare con il sole che cala sul mare, segnando la fine della giornata e delle nostre vacanze.

27 giugno sabato

La mattina trascorre in silenzio, i preparativi per il rientro a casa sono noiosi, ma si devono pur fare. Dopo pranzo si parte per l’ultima tappa, il rientro verso casa. 

Soddisfatti di questa avventura, salutiamo i nostri compagni di viaggio e rimandiamo alla prossima avventura, sempre in camper.